Una giovane specializzanda in endocrinologia è stata aggredita e molestata sabato mattina nell’ascensore dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. L’episodio ha scosso il personale sanitario, già spesso bersaglio di violenze. La vittima, appena terminato il turno di lavoro, si stava recando negli spogliatoi quando un uomo, descritto come un giovane di circa 35 anni dall’aspetto trasandato, ha iniziato a fissarla. Dopo aver pronunciato frasi oscene, l’aggressore si è scagliato contro di lei. La specializzanda, che pratica kickboxing, è riuscita a divincolarsi utilizzando tecniche di autodifesa, fuggendo poi lungo le scale e trovando rifugio in un anfratto. Nel frattempo, l’uomo è riuscito a dileguarsi.
Indagini in corso e sicurezza sotto i riflettori
L’episodio è stato denunciato immediatamente presso il posto fisso di polizia dell’ospedale. Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura di Perugia, si concentrano sull’analisi delle immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza, nella speranza di identificare il responsabile. Si tratta del primo caso a sfondo sessuale registrato all’interno della struttura, che negli ultimi mesi aveva già dovuto affrontare diverse aggressioni fisiche al personale sanitario.
Un fenomeno preoccupante in aumento
Secondo i dati, nei primi sei mesi dello scorso anno si erano verificati 23 episodi di violenza contro operatori sanitari nel nosocomio perugino, mentre in tutta la regione, nel 2023, si erano registrati oltre 150 casi. L’Ordine degli infermieri ha recentemente richiesto l’apertura di un tavolo di confronto per discutere di misure più efficaci per tutelare medici e infermieri, spesso vittime di episodi violenti.