L’azienda Sagemcom Italia Srl, leader nella produzione di contatori del gas, ha ufficializzato la decisione di avviare una procedura di licenziamento collettivo nello stabilimento di Città di Castello. La notizia coinvolge 40 lavoratori sui 70 attualmente impiegati, principalmente operai della linea produttiva, minacciando di fatto la chiusura del sito.
Reazioni istituzionali e sindacali
La vicenda è stata resa pubblica dal sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, che ha espresso preoccupazione per le conseguenze sociali ed economiche. “La vicenda desta preoccupazione, oltre che per la modalità di comunicazione, anche ovviamente per la pesante ricaduta sociale sulla comunità locale”, ha dichiarato Secondi. Il primo cittadino ha poi sottolineato l’importanza di un dialogo tra sindacati e azienda per trovare una soluzione costruttiva, annunciando l’attivazione di un tavolo di confronto previsto per la prossima settimana.
A livello regionale, l’assessore allo sviluppo economico, Francesco De Rebotti, si è detto pronto a intervenire, assicurando il suo impegno per gestire la situazione e supportare i lavoratori.
Il contesto aziendale
Sagemcom Italia è una multinazionale francese approdata in Umbria circa dieci anni fa, rilevando la Sacofgas in difficoltà economiche. Il trasferimento della produzione da Modena a Città di Castello nel 2018 aveva inizialmente portato un incremento di occupazione, raggiungendo un picco di 230 dipendenti, tra contratti a tempo indeterminato e personale interinale. Tuttavia, la fine di una rilevante commessa con Italgas ha segnato l’inizio di un calo irreversibile.
Secondo la Fiom-Cgil, che rappresenta i lavoratori, il bilancio aziendale ha chiuso in rosso lo scorso anno, nonostante l’assenza di interventi per attivare ammortizzatori sociali. I vertici aziendali, giunti dalla Francia per comunicare la decisione, hanno ribadito l’intenzione di proseguire con il licenziamento, nonostante le difficoltà dei lavoratori.
Sabato 11 gennaio, i dipendenti coinvolti parteciperanno a un incontro in Comune con rappresentanti sindacali e legali per discutere la situazione. Nel frattempo, i prossimi 45 giorni saranno cruciali per trovare un accordo tra azienda e sindacati. Se ciò non avverrà, il caso potrebbe essere portato direttamente alla Regione.
La Fiom-Cgil ha dichiarato di voler tentare in prima battuta il ritiro della procedura di licenziamento. In caso contrario, punterà all’attivazione della cassa integrazione straordinaria per sostenere i lavoratori.