Il recente report BesT 2024 dell’Istat ha analizzato il benessere equo e sostenibile delle province italiane. L’Umbria emerge con il 46,1% degli indicatori che posizionano le province regionali nelle classi di benessere “alta” e “medio-alta”, a fronte di un 17,2% collocato nelle classi “bassa” e “medio-bassa”. Questo dato pone la regione in una posizione di rilievo, soprattutto nel confronto con le altre regioni del centro Italia, dove l’Umbria registra la frequenza più bassa di indicatori negativi.
Differenze tra Perugia e Terni
A livello provinciale, Perugia presenta un quadro più positivo rispetto a Terni. La provincia di Perugia registra il 48,4% degli indicatori nelle classi di benessere “alta” e “medio-alta”, mentre Terni si ferma al 43,7%, subendo un divario di 4,7 punti percentuali. Sul fronte opposto, Terni ha una percentuale maggiore di indicatori nelle classi “bassa” e “medio-bassa” (18,7%), superando di 3,1 punti percentuali Perugia.
Queste differenze si riflettono anche sul reddito disponibile. Il reddito mediano delle famiglie umbre risulta superiore alla media nazionale e del centro Italia: il 50% della popolazione dispone di almeno 18.600 euro annui, rispetto ai 17.500 euro nazionali e ai 18.300 del centro. Perugia si conferma la provincia più ricca, con un valore mediano di 18.800 euro, mentre Terni si attesta a 17.900 euro.
I domini di forza e criticità
Analizzando gli 11 domini del benessere, emergono sia punti di forza che debolezze. Nel dominio “politica e istituzioni” l’Umbria si distingue, con il 33,3% degli indicatori che raggiungono la classe di benessere più elevata. Tuttavia, il quadro diventa più critico nei settori “innovazione, ricerca e creatività”, dove nessun indicatore umbro raggiunge le classi “alta” o “medio-alta”, e il 37,5% si colloca nelle classi peggiori.