Come riporta Umbria 24, negli ultimi mesi, i familiari e amici stretti del ragazzo avevano notato un cambio di comportamento. Alcuni amici hanno tentato invano di avvicinarsi al giovane per capire la fonte di questa crescente rabbia, ma si sono scontrati con il suo rifiuto di parlarne, motivato da un senso di vergogna. Anche alcuni familiari avevano espresso preoccupazione, suggerendogli persino di lasciare il lavoro per cercare di mitigare il suo evidente malessere.
Il ragazzo, che in passato aveva avuto piccoli precedenti, aveva deciso di abbandonare l’impresa edile per cui lavorava, dove aveva stretto contatti con la vittima, dipendente da anni della stessa azienda. Nonostante questo periodo di pausa, il suo stato emotivo non è migliorato: secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 7 novembre, alle prime ore del mattino, ha lasciato la propria abitazione con l’intenzione di uccidere il collega, infliggendogli ben 13 coltellate in un parcheggio pubblico della zona Paciana, a Foligno.
Gli investigatori stanno cercando di approfondire i rapporti tra i due, interrogando conoscenti e colleghi per chiarire l’eventuale presenza di un movente personale. Il 17enne è attualmente ricoverato all’ospedale di Foligno, poiché ha tentato atti di autolesionismo dopo il fermo. Finora, le autorità non hanno avuto modo di interrogarlo; il colloquio è previsto non appena i medici ne daranno il via libera. Intanto, nella giornata di oggi, è attesa la convalida del fermo.
Parallelamente alle indagini sul giovane, si procede con accertamenti tecnici sul corpo della vittima, che sarà sottoposto ad autopsia per chiarire ulteriori dettagli sull’aggressione e raccogliere elementi utili alla ricostruzione del tragico evento.