Assunzioni in Umbria: rallentano industria e le costruzioni, crescono turismo e servizi

Si attendono 14.050 assunzioni, con una diminuzione di 410 posizioni rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente

Le previsioni occupazionali in Umbria per il periodo ottobre-dicembre 2024, secondo l’ultimo report Excelsior di Unioncamere e Anpal, delineano un quadro complesso e segnato da flessioni significative in vari comparti. Si attendono 14.050 assunzioni, con una diminuzione di 410 posizioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le aziende umbre che assumono rappresentano il 15% del totale, e tra i settori si distingue un trend positivo nel turismo e nei servizi alle persone, mentre l’industria manifatturiera, le costruzioni e il commercio segnalano un rallentamento.

Turismo e servizi in crescita: il dettaglio dei settori

Nonostante il rallentamento generale, alcuni comparti si distinguono per una tenuta stabile o in crescita. Il settore turistico registra 2.530 assunzioni previste, con un aumento del 9,1% rispetto al 2023, grazie alla domanda nei servizi di alloggio e ristorazione e nel turismo allargato. Anche i servizi alle persone contribuiscono a mitigare il calo complessivo, con un incremento di 130 posizioni, pari al +9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al contrario, il commercio e il settore delle costruzioni riportano rispettivamente un calo del 5% e del 24,7%, evidenziando una perdita di 400 avviamenti nelle costruzioni, in linea con la frenata delle politiche di incentivazione governative sul settore edilizio.

Contratti prevalentemente a termine e difficoltà di reperimento del personale

La stabilità contrattuale rimane limitata: solo il 25% delle nuove assunzioni prevede contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 75% risulta a termine. Inoltre, emerge un dato critico: il 54% delle posizioni potrebbe rimanere vacante a causa della difficoltà delle imprese a trovare il personale adeguato. Questo valore risulta significativamente superiore alla media nazionale del 49,3%.

Differenze tra Perugia e Terni

Le previsioni evidenziano una differenza marcata tra le province di Perugia e Terni. Perugia registra 10.860 assunzioni previste, in calo del 2,1% rispetto al 2023, mentre Terni mostra una flessione più ampia del 5,1%, passando da 3.369 a 3.190 posizioni. Questo divario è legato alla minore presenza del turismo nel territorio ternano, un settore che in Perugia sta sostenendo in parte l’occupazione.

Opportunità e profili ricercati

Le imprese umbre puntano per il 61% sul settore dei servizi e per il 69% su aziende di piccole dimensioni, con meno di 50 dipendenti. La richiesta di personale con esperienza specifica o nello stesso settore è significativa (61%), mentre il 13% delle posizioni è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, un dato inferiore alla media italiana del 18%. Per quanto riguarda i giovani, il 34% delle assunzioni è rivolto a persone sotto i 30 anni, mentre il 21% delle posizioni sarà destinato a personale immigrato, un valore leggermente superiore alla media nazionale (19,6%).

La situazione di incertezza e il commento della Camera di Commercio

Secondo Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, la congiuntura economica italiana ed internazionale pesa sul mercato del lavoro regionale, in particolare sui comparti produttivi e del commercio. Mencaroni sottolinea che l’unico mese con una leggera ripresa è ottobre, grazie alla stagionalità del turismo. Tuttavia, l’instabilità globale e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare un ostacolo per l’export e, quindi, per l’industria locale. L’auspicio è di migliorare la competitività del sistema imprenditoriale umbro, che deve affrontare le transizioni digitali ed ecologiche.

In sintesi, le assunzioni in Umbria nel trimestre finale del 2024 riflettono un contesto misto, dove i settori turistici e dei servizi tentano di bilanciare il calo degli altri comparti. Con il 54% delle posizioni a rischio di non essere coperte, il mercato del lavoro umbro fronteggia sfide rilevanti, accentuate dalla difficoltà delle imprese di trovare candidati qualificati.

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