Venerdì pomeriggio, all’Istituto Leonardi, si è svolta un’assemblea tra l’amministrazione comunale di Perugia e i residenti di Fontivegge, organizzata dal comitato “Progetto Fontivegge” per discutere le questioni urgenti del quartiere. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha dichiarato: «C’è bisogno di vicinanza e mi impegnerò in tal senso, ma questo non significa che l’assessore e il sindaco devono essere degli sceriffi». L’incontro, al quale parteciperanno prossimamente anche questura e prefettura, ha visto la partecipazione degli assessori Costanza Spera (Welfare), Francesco Zuccherini (Lavori pubblici), Andrea Stafisso (Sviluppo economico) e Fabrizio Croce (Commercio), insieme a esponenti della comunità locale.
Giulietto Albioni, portavoce del comitato, ha aperto l’assemblea sottolineando la necessità di «una scossa e un cambiamento», parlando di una situazione ormai «oltre i limiti della decenza». Ovviamente si parla delle continue risse e dei blitz alle reti di spaccio degli ultimi mesi. La sindaca ha ribadito l’impegno dell’amministrazione a fornire «risposte strutturali» e ha proposto la possibilità di sgravi fiscali per stimolare l’apertura di nuove attività commerciali nel quartiere.
Sicurezza e presenza delle forze dell’ordine sono stati temi centrali della discussione, con molti cittadini che percepiscono una carenza di controlli. Tuttavia, Ferdinandi ha precisato che non vi è stata alcuna riduzione nel presidio delle forze dell’ordine, aggiungendo che il problema è soprattutto di percezione: «Non c’è stato nessun depotenziamento delle misure messe in campo dalle forze dell’ordine». La sindaca ha garantito che il presidio della polizia municipale resterà attivo e ha manifestato apertura alla riattivazione delle ordinanze anti-alcol e anti-prostituzione, quest’ultima con misure di tutela adeguate.
Altri argomenti trattati hanno incluso viabilità e urbanistica, come sottopassi e attraversamenti pedonali. Riguardo alle palazzine Inps, la sindaca ha parlato di un “inferno” per il quartiere, sollecitando l’Istituto ad assumersi le proprie responsabilità, evidenziando la necessità di interventi concreti per risolvere i problemi.