Durante una riunione della Commissione Controllo e Garanzia del comune di Città di Castello, il sindaco Luca Secondi ha ribadito che “non ci sono ricadute dirette su Sogepu”, rassicurando che i lavoratori della società pubblica non corrono alcun pericolo. La seduta, durata circa tre ore, si è svolta a seguito della bufera giudiziaria che ha coinvolto Cristian Goracci, ex amministratore unico di Sogepu, e Antonio Granieri, numero uno di Ece (ex Ecocave), entrambi agli arresti domiciliari dal 1° ottobre. I due sono accusati di corruzione nell’appalto da 350 milioni di euro per la gestione dei rifiuti in Altotevere, vinto da Sogeco, una società in cui Ece detiene il 51% e Sogepu il 49%.
Secondi ha ricordato che sia Goracci che Granieri si sono dimessi dai loro incarichi in Sogeco, e attualmente la società è guidata dall’amministratrice unica Maria Luisa Santella. Anche l’ex sindaco Luciano Bacchetta, che aveva nominato Goracci nel 2015, ha difeso la scelta della governance di Sogepu. Tuttavia, sono arrivate critiche dall’opposizione, in particolare dalla consigliera Emanuela Arcaleni di Castello Cambia, che ha espresso preoccupazione per la gestione economica di Sogepu, evidenziando un debito di oltre 30 milioni di euro al 31 dicembre scorso, di cui 17 milioni verso le banche e 7 milioni verso i fornitori.
Nel frattempo, il Tribunale del Riesame ha fissato per il 22 ottobre l’udienza per esaminare il ricorso dei legali di Goracci e Granieri, Roberto Rampioni e Giuseppe Caforio, che chiederanno la liberazione dei due indagati, sostenendo che non sussista più il rischio di reiterazione del reato a seguito delle dimissioni.