Giornata per le vittime sul lavoro, Leonardi (Pap): “Sono omicidi, diritto alla salute sacrificato per il profitto”

Martina Leonardi, candidata alla presidenza della Regione, lancia un appello per la sicurezza sul lavoro nella 74esima Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Il 13 ottobre si celebra la 74esima Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, un momento di riflessione su un tema drammaticamente attuale. Martina Leonardi, candidata alla presidenza della Regione per PCI e Potere al Popolo, ha scelto questa occasione per lanciare un forte appello sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le sue parole sono state chiare e incisive: “Noi, li chiamiamo omicidi sul lavoro.”, dice

Secondo Leonardi, i dati sulle morti sul lavoro in Italia sono allarmanti. “Il Sole 24 Ore riporta che nel periodo gennaio – agosto 2024, sono decedute 680 persone sul luogo di lavoro”. Numeri che sottolineano la gravità della situazione, evidenziando la necessità di un cambiamento immediato.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in questa giornata ha esortato a un impegno collettivo per prevenire queste tragedie, richiamando il Paese alla responsabilità. Leonardi, però, non si è limitata a esprimere solidarietà. Ha puntato il dito contro le cause che secondo lei portano a questi incidenti: “Il fulcro del problema, e va detto senza mezzi termini, è sempre il profitto.” Per la candidata, le aziende spesso privilegiano il guadagno rispetto ai diritti dei lavoratori, chiedendo sacrifici inaccettabili e approfittando di una tacita complicità con i sindacati confederali.

Turni massacranti, lavori in condizioni pericolose e precarie, salari inadeguati e pensioni sempre più lontane sono solo alcune delle conseguenze di un sistema che Leonardi definisce sbagliato. Per combattere questi fenomeni, propone misure concrete: “Serve un cambio di rotta: servono tutele, servono controlli da parte dell’ispettorato del lavoro, leggi dure per chi non rispetta i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.” Un esempio che cita è la necessità di garantire anche ai piccoli lavoratori autonomi la possibilità di accedere alle tutele della malattia.

Per Leonardi, il diritto alla salute non può essere sacrificato in nome del diritto al lavoro. Le sue critiche si estendono anche alle leggi sui subappalti, che secondo lei favoriscono il lavoro nero, e a misure come il servizio civile agricolo o la concessione del part time nell’edilizia, considerate inadeguate. “Di tutti questi omicidi siete corresponsabili,” ha dichiarato, accusando le istituzioni di non fare abbastanza per prevenire queste tragedie.

In conclusione, il messaggio della candidata è chiaro: “Lavorare in maniera dignitosa non è utopia: è un diritto.” Un diritto che, secondo Martina Leonardi, può essere garantito solo attraverso un impegno serio e un cambiamento radicale nelle politiche sul lavoro, per mettere la sicurezza e la dignità dei lavoratori al centro delle priorità nazionali.

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