Case popolari, sindacati sul piede di guerra: “Legge sul assegnazioni incostituzionale, pronti a class action”

La norma, che impedisce l'accesso agli alloggi popolari a persone con condanne passate, secondo i sindacati degli inquilini è discriminatoria

Durante una conferenza stampa tenutasi nella sede della Uil, i sindacati degli inquilini, tra cui Sunia, Sicet, Uniat e Unione degli Inquilini, hanno chiesto la modifica della legge regionale 23/2022, che impedisce l’accesso agli alloggi popolari a persone con condanne passate, se non è stata richiesta la riabilitazione. Questa norma, secondo i sindacati, viola il diritto alla casa e punisce ingiustamente anche i familiari di chi ha commesso reati.

I sindacati sottolineano come la norma abbia profili di incostituzionalità, in quanto estende il divieto di assegnazione degli alloggi popolari non solo a chi ha compiuto il reato, ma anche ai membri del suo nucleo familiare. Questo, secondo i rappresentanti sindacali, viola il principio di responsabilità personale della giustizia penale, secondo cui la pena dovrebbe riguardare solo il colpevole. Ulteriori critiche emergono in merito alla necessità di richiedere una riabilitazione per reati la cui pena è già stata scontata, una misura vista come eccessivamente punitiva e non necessaria.

Durante la conferenza stampa sono stati esposti casi limite che evidenziano le conseguenze negative di questa normativa. Tra questi, quello di un uomo, oggi disabile, con una condanna per ricettazione risalente a oltre 30 anni fa, per cui ha già scontato la pena con servizi sociali, e il caso di una madre la cui figlia, pur uscita dalla tossicodipendenza da dieci anni, si è vista negare l’assegnazione di un alloggio.

I sindacati confederali e degli inquilini, nel loro intervento, hanno posto l’accento anche su un altro problema: l’elevato numero di appartamenti Ater vuoti a causa delle condizioni in cui si trovano. Attualmente, circa il 13% degli immobili gestiti dall’Ater, corrispondenti a circa 1000 appartamenti, risultano inabitabili. Per affrontare questa situazione, i sindacati hanno chiesto al futuro presidente della Regione di destinare almeno 4 milioni di euro per le manutenzioni e di garantire il ripristino di almeno 200-300 appartamenti ogni anno.

I sindacati stanno considerando l’ipotesi di una class action per contrastare questa normativa e hanno già sollevato la questione con i candidati alla presidenza della Regione, chiedendo modifiche immediate alla legge. L’obiettivo è tutelare il diritto alla casa e garantire che le famiglie non vengano ingiustamente escluse dall’accesso agli alloggi popolari a causa di reati già espiati da uno dei componenti del nucleo familiare.

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