Due settimane prima del tragico evento del 7 settembre, Enrico Scoccia aveva già mostrato segni inquietanti di aggressività, uscendo in giardino con un fucile in mano verso la moglie e la figlia. Lo riporta l’edizione odierna del Corriere dell’Umbria. Un episodio che sembrava preannunciare quanto accaduto successivamente, quando l’uomo ha ucciso le due donne, Maristella Paffarini e Elisa Scoccia, mentre prendevano il sole nel giardino di casa.
L’episodio precedente al delitto, in cui Scoccia aveva puntato il fucile verso la moglie e la figlia, aveva profondamente scosso entrambe. Pur essendo a conoscenza della passione per la caccia di Enrico, le due donne avevano preso la decisione di togliergli la chiave della fuciliera, temendo che la situazione potesse degenerare. Tuttavia, Scoccia riuscì nuovamente ad ottenere l’accesso alle armi, poiché i rilievi effettuati dagli inquirenti nel casolare di Fratticiola Selvatica avevano dimostrato che la fuciliera non era stata forzata.
Il 7 settembre, il 69enne ha compiuto il gesto estremo, sparando a sua moglie e a sua figlia proprio nel giardino della loro abitazione, mentre erano intente a rilassarsi al sole. La scena del crimine rispecchiava drammaticamente quanto accaduto due settimane prima, evidenziando un deterioramento del rapporto familiare che probabilmente non è stato gestito in tempo.