Landini a Perugia: “Già 1 milione di firme contro autonomia differenziata”

La CGIL ha raccolto un milione di firme per chiedere un referendum abrogativo contro la legge sull'autonomia differenziata. Landini invita i cittadini a partecipare per difendere i propri diritti e combattere le disuguaglianze.

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha annunciato che sono già state raccolte un milione di firme per richiedere un referendum abrogativo contro la legge sull’autonomia differenziata. L’annuncio è stato dato durante la festa di Liberetà organizzata dallo Spi Cgil di Perugia presso la polisportiva di Casenuove di Ponte della Pietra, alla presenza di oltre 400 persone. La raccolta firme è stata portata avanti in soli due mesi e ha visto un contributo significativo anche dalla provincia di Perugia, che ha raccolto oltre 7.000 adesioni grazie all’impegno della CGIL locale.

Il dibattito, coordinato da Fabrizio Fratini, segretario dello Spi Cgil di Perugia, ha visto la partecipazione di vari esponenti locali e nazionali, tra cui Simone Pampanelli, segretario della Cgil di Perugia, Mauro Volpi, costituzionalista, Lorenzo Mazzoli, segretario dello Spi Cgil nazionale e Costanza Spera, assessora del Comune di Perugia. Durante il suo intervento, Landini ha ribadito l’importanza del referendum come strumento di democrazia diretta, evidenziando che con questa iniziativa si vuole dare la possibilità ai cittadini di cambiare leggi che considerano inadeguate.

Il segretario della CGIL ha sottolineato che l’obiettivo del referendum è quello di costruire un nuovo modello sociale che combatta le disuguaglianze. “Con i referendum, inclusi quelli relativi al mondo del lavoro, rimettiamo nelle mani dei cittadini il diritto di decidere e di cambiare leggi balorde, a partire dall’autonomia differenziata”, ha dichiarato Landini. Il segretario ha inoltre invitato i cittadini a partecipare attivamente, lanciando la sfida di portare 25 milioni di italiani al voto.

Il referendum sull’autonomia differenziata rappresenta un punto critico per la CGIL, che vede in questa riforma un rischio per l’unità del paese e per i diritti sociali e lavorativi dei cittadini. La raccolta firme è solo il primo passo di una campagna più ampia, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a promuovere la partecipazione democratica.

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