Morti sul lavoro: Umbria sopra la media nazionale. Perugia tra le provincie peggiori

Nel capoluogo con 9 decessi registrati nei primi sette mesi del 2024 su una forza lavoro di 278.000 persone, l'indice di mortalità è salito a 32,3

L’Umbria si conferma tra le regioni italiane con il più alto tasso di morti sul lavoro, secondo i dati aggiornati a luglio 2024 dall’Inail, elaborati da Vega Engineering. La regione è quarta per incidenza di decessi, con un indice di 27,7, nettamente superiore alla media nazionale di 18,7. Solo Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Molise mostrano dati peggiori, con la Valle d’Aosta in cima alla classifica con un tasso di 52,8.

Perugia tra le province peggiori, Terni sotto la media

Il problema dei decessi sul lavoro in Umbria si concentra principalmente nella provincia di Perugia, che si posiziona al 17° posto tra le province italiane con il più alto rischio di incidenti mortali. Con nove decessi registrati nei primi sette mesi del 2024 su una forza lavoro di 278.000 persone, l’indice di mortalità è salito a 32,3. Questo colloca Perugia tra le prime venti province più pericolose in Italia per chi lavora.

Terni, invece, presenta un quadro nettamente diverso. Con un solo decesso registrato su circa 83.000 lavoratori, l’indice si attesta a 12, ben al di sotto della media nazionale, piazzandosi in 78esima posizione tra le province italiane.

L’Umbria resta in zona rossa

Il bilancio generale delle morti sul lavoro in Umbria è allarmante, con dieci decessi registrati su 361.000 occupati. Il dato colloca la regione in zona rossa, evidenziando un rischio elevato per chi opera nel mondo del lavoro. Sebbene il numero assoluto di vittime sia relativamente basso rispetto a regioni come Lombardia (74 morti), Emilia Romagna (49) o Lazio (48), l’incidenza del fenomeno è molto più alta in Umbria. La Lombardia, per esempio, ha un indice di mortalità sul lavoro di 16,4, ben inferiore a quello umbro.

Disparità regionali e riflessioni sulla sicurezza

Il confronto tra le varie regioni italiane mette in luce una realtà eterogenea. Le regioni meno rischiose per chi lavora sono Liguria (12,6), Veneto (10,3) e Marche (9,4), dimostrando che non è solo il numero assoluto di decessi a determinare la gravità del fenomeno, ma soprattutto il tasso di mortalità in relazione agli occupati.

L’Umbria, con il suo indice di 27,7, risulta un territorio dove la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta. Interventi mirati e una maggiore attenzione alle normative sulla sicurezza potrebbero aiutare a invertire questa preoccupante tendenza, riducendo il numero di incidenti e tutelando la salute dei lavoratori.

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