Sassi, sputi e minacce contro l’arbitro: dirigente di calcio giovanile a processo

L'episodio, riferito ad un evento del 2023, riguarda una serie di situazioni per le quali la giustizia sportiva ha già squalificato l'uomo. Ora però tocca a quella penale

La Procura di Perugia ha concluso l’indagine nei confronti di un dirigente della squadra di calcio Angelana 1930, accusato di gravi atti di violenza e intimidazione nei confronti di un arbitro durante una partita della categoria Allievi Under 17. Nè dà notizia Umbria 24. L’uomo, di 46 anni, è accusato di minacce, percosse, danneggiamenti e violenza privata in relazione agli eventi avvenuti il 14 maggio 2023, durante e dopo la partita tra Angelana 1930 e Trestina, disputata allo stadio Mancini di San Secondo.

L’episodio incriminato ha avuto inizio nei primi minuti della partita, quando il portiere della squadra ospite è stato espulso. Questo evento ha scatenato una serie di insulti e minacce contro il direttore di gara, provenienti dalle tribune, creando un’atmosfera di tensione che è durata per tutta la durata dell’incontro. Il culmine delle aggressioni è stato raggiunto con il lancio di sassi e sputi contro l’arbitro, oltre al danneggiamento della sua auto parcheggiata nei pressi dello stadio. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la situazione è degenerata al punto che è stato necessario l’intervento della polizia.

Le accuse nei confronti del dirigente non si limitano però agli eventi accaduti durante la partita. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe minacciato l’arbitro dicendogli: “Ti aspetto fuori, oggi non scappi, tanto so quale macchina guidi”, frase che evidenzia la premeditazione delle sue azioni. Inoltre, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari si legge che il dirigente avrebbe lanciato sassi contro il polpaccio destro dell’arbitro e, al termine della gara, lo avrebbe bloccato con un ombrello, considerato un’arma impropria, impedendogli di lasciare l’area del campo sportivo comunale di Città di Castello.

Il dirigente, già inibito per due anni dalla giustizia sportiva, dovrà ora rispondere davanti al tribunale per le sue azioni, affrontando un processo penale che potrebbe comportare ulteriori sanzioni. Questo caso mette in luce ancora una volta il problema della violenza negli stadi, un fenomeno che continua a rappresentare una grave minaccia per l’integrità dello sport.

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