Rifiuti, scontro De Luca-Mancini in Regione: “Vostro piano è aumentare discariche e inceneritori”

De Luca ha evidenziato come Mancini, in qualità di presidente della Seconda Commissione, abbia approvato un piano per l'ampliamento delle discariche, inclusa quella di Belladanza

L’attuale gestione dei rifiuti in Umbria è al centro di un acceso dibattito. Valerio Mancini, presidente della Seconda Commissione e capogruppo della Lega, ha criticato aspramente i Comuni umbri che si oppongono alla costruzione di impianti di termovalorizzazione, accusandoli di adottare un approccio ideologico e poco pratico.

Mancini ha sottolineato come alcuni Comuni, come Città di Castello, Orvieto e Magione, siano da anni gravati dalla gestione delle discariche, mentre altri amministratori locali rifiutano categoricamente di accogliere impianti di termovalorizzazione. “Chi si oppone ai termovalorizzatori”, afferma Mancini, “dovrebbe farsi carico della gestione delle discariche, una realtà che pesa enormemente sui territori coinvolti”.

L’Umbria produce ogni anno circa 450 mila tonnellate di rifiuti urbani, a cui si aggiungono quelli speciali provenienti dal settore industriale. Nonostante i progressi nella raccolta differenziata, che copre il 67% del totale, rimangono fuori dalla filiera circa 200 mila tonnellate di rifiuti. Dal 2035, le normative europee impediranno di destinare più del 10% dei rifiuti totali alle discariche, un limite che l’Umbria attualmente supera con il 32%. Secondo Mancini, la costruzione di un impianto di termovalorizzazione rappresenta l’unica soluzione per evitare che la regione si trovi costretta ad ampliare ulteriormente le discariche esistenti o a crearne di nuove, magari proprio nei Comuni che oggi si oppongono al termovalorizzatore.

Il Piano Rifiuti dell’Umbria, approvato dalla Seconda Commissione regionale e validato dalla Commissione Europea, prevede infatti che l’Umbria debba anticipare l’obiettivo di raggiungere il 75% di raccolta differenziata entro il 2030. Tuttavia, anche in caso di successo, resterà un 7% di rifiuti che, non essendo riciclabili, dovrà comunque finire in discarica, per un totale di circa 30 mila tonnellate all’anno.

Mancini ha inoltre ricordato che, già nel 2009, il precedente Piano Rifiuti, sostenuto anche dai partiti di opposizione, prevedeva la costruzione di due impianti di incenerimento. Tuttavia, con l’aggiornamento del Piano, si è optato per l’uso del CSS (Combustibile Solido Secondario) nelle cementerie. Ora, con le nuove sfide normative europee, il capogruppo della Lega sostiene che solo un impianto di termovalorizzazione possa garantire all’Umbria l’indipendenza necessaria per gestire i propri rifiuti senza dover ricorrere a soluzioni emergenziali come l’esportazione dei rifiuti all’estero.

La polemica, tuttavia, non si ferma qui. Mancini ha citato l’esempio dell’Emilia Romagna, dove il Piano Rifiuti approvato nel 2022, sotto la guida della vicepresidente Elly Schlein, ha mantenuto attivi otto impianti di termovalorizzazione, escludendo l’apertura di nuove discariche. Anche a Roma, il sindaco Roberto Gualtieri ha scelto di puntare su un termovalorizzatore per evitare l’emergenza rifiuti, una decisione che Mancini considera un esempio da seguire.

Infine, Mancini ha lanciato un monito agli amministratori che si oppongono alla costruzione del termovalorizzatore, invitandoli a proporre alternative concrete. “Se gli esperti dell’opposizione sono in grado di proporre una valida alternativa tecnologica”, ha dichiarato, “siano i benvenuti a contribuire fattivamente alla chiusura del ciclo dei rifiuti”. Tuttavia, ha ribadito che, senza soluzioni praticabili, l’Umbria potrebbe trovarsi costretta ad aumentare la capacità delle discariche esistenti o a costruirne di nuove, un rischio che la regione non può permettersi di correre.

Thomas De Luca del M5s risponde a Mancini accusandolo di incoerenza e scarsa competenza nella gestione dei rifiuti.

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha espresso forti critiche nei confronti del consigliere regionale della Lega, Valerio Mancini, accusandolo di aver sostenuto l’ampliamento delle discariche umbre senza considerare adeguatamente le esigenze dei cittadini e l’impatto ambientale. De Luca ha evidenziato come Mancini, in qualità di presidente della Seconda Commissione, abbia approvato un piano per l’ampliamento delle discariche, inclusa quella di Belladanza, con un ulteriore potenziamento previsto entro il 2029.

De Luca ha sottolineato la contraddizione di Mancini, che nel 2017 si era opposto all’incenerimento dei rifiuti, ma che successivamente ha sostenuto un piano che prevede la costruzione di un inceneritore. Il capogruppo M5s ha inoltre criticato la decisione della commissione presieduta da Mancini di bocciare senza discussione la maggior parte delle proposte alternative presentate dal Movimento 5 Stelle, volte a incrementare la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali.

La gestione dei rifiuti in Umbria è diventata un tema centrale nel dibattito politico regionale, con De Luca che accusa Mancini di non aver compreso appieno le implicazioni delle sue scelte e di aver agito in modo passivo, accettando senza obiezioni le decisioni della giunta regionale. Inoltre, De Luca ha sollevato preoccupazioni riguardo ai costi sottostimati dell’impianto di incenerimento previsti nel Piano regionale dei rifiuti, costi che ricadranno sui cittadini umbri.

Il capogruppo M5s ha chiesto a Mancini di chiarire dove intende localizzare la nuova discarica e il futuro inceneritore, sottolineando l’urgenza di risolvere queste questioni prima delle prossime elezioni regionali. Secondo De Luca, l’attuale gestione della giunta Tesei rappresenta un “incubo” per i cittadini umbri, e invita il consigliere Mancini a prendersi le sue responsabilità.

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