Lamparelli alla Regione: “Perugia e Umbria a rischio mafia: serve collaborazione di tutti”

Questo è emerso dall'audizione del questore di Perugia, Fausto Lamparelli, in Commissione regionale d’inchiesta sulla criminalità organizzata e sulle infiltrazioni mafiose, presieduta da Eugenio Rondini.

L’Umbria è in allerta contro le infiltrazioni criminali, che non sarebbero stanziali ma richiedono la collaborazione dei cittadini. Questo è emerso dall’audizione del questore di Perugia, Fausto Lamparelli, in Commissione regionale d’inchiesta sulla criminalità organizzata e sulle infiltrazioni mafiose, presieduta da Eugenio Rondini.

La sicurezza regionale e le infiltrazioni criminali sono state al centro del dibattito, con il questore Lamparelli che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. Rondini ha sottolineato che “ora l’impegno è portare in Aula la legge regionale in materia di sicurezza prima della fine della legislatura”.

Lamparelli ha confermato che non vi è una criminalità organizzata endemica di tipo mafioso in Umbria, mancano infatti gli appigli su cui si basano organizzazioni come Cosa Nostra, Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita. “L’intimidazione non attecchisce e i cittadini non sono omertosi, anzi denunciano e segnalano”, ha dichiarato il questore. Questa percezione partecipativa della sicurezza è vista come fondamentale, con la collaborazione tra cittadini, associazioni, istituzioni, ordini professionali e scuole.

Le forze dell’ordine monitorano reati spia come incendi, danneggiamenti e false fatturazioni per operazioni inesistenti, cercando di identificare possibili infiltrazioni. Nonostante la mancanza di una criminalità stanziale, la guardia non viene abbassata, specialmente contro la criminalità organizzata non mafiosa, spesso di etnia straniera, dedita a reati gravi come il traffico di stupefacenti. “Questi gruppi hanno collegamenti transnazionali che consentono di mandare avanti i traffici”, ha spiegato Lamparelli.

La prevenzione e la sorveglianza sono prioritarie per contrastare i reati contro il patrimonio, come i furti in appartamento e nei negozi, spesso attribuibili a criminali “pendolari” provenienti da altre città. Il questore ha evidenziato l’importanza di una sorveglianza efficiente e moderna per rendere più difficile la commissione di questi reati. “Più le strade saranno vigilate e più difficile sarà compiere questi reati, investire sulla sicurezza è un ottimo deterrente”, ha affermato.

Le truffe informatiche sono in aumento, complici le nuove tecnologie. “Internet è aperta e vedo e faccio quello che voglio, perciò servono campagne di sensibilizzazione”, ha detto Lamparelli, sottolineando l’importanza di informare i cittadini sui rischi legati agli acquisti online e alle truffe, specialmente per gli anziani.

Il fenomeno dello stalking e dei femminicidi è un’altra preoccupazione, con le forze dell’ordine impegnate nella prevenzione e nella formazione per riconoscere i segnali del ciclo di violenza. “La prevenzione è tutto quello che c’è prima dello schiaffo, fornire una tutela avanzata”, ha spiegato Lamparelli, sottolineando l’importanza di strumenti come il braccialetto elettronico e l’istanza di ammonimento.

Particolare attenzione è rivolta anche ai giovani e ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo. “Abbiamo incontrato 9mila studenti per sensibilizzarli sulle conseguenze degli atti di bullismo”, ha detto Lamparelli, evidenziando l’importanza della prevenzione e della formazione nelle scuole.

L’attività di controllo del territorio è incessante, con il circuito informativo e i confronti settimanali del Comitato per l’ordine e la sicurezza. “Crediamo molto nella prevenzione, per evitare che le cose accadano. Quando intercettiamo prima il problema, il reparto investigativo è più efficiente”, ha concluso Lamparelli, enfatizzando la disponibilità delle forze dell’ordine a migliorare continuamente.

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