Ottant’anni fa, durante la Seconda Guerra Mondiale, il Lago Trasimeno era attraversato dalla Linea Albert, difesa dai tedeschi. Nonostante gli Alleati fossero vicini, ogni ora era cruciale. In quel contesto drammatico, una trentina di ebrei furono imprigionati nel castello dell’Isola Maggiore, destinati ai campi di sterminio nazisti. Ma don Ottavio Posta, con l’aiuto di quindici pescatori e del poliziotto Giuseppe Baratta, ideò un piano audace per salvarli.
Don Ottavio e i suoi collaboratori riuscirono a distrarre i nazisti dal controllo del lago. In una notte, utilizzando cinque barche, trasportarono i prigionieri ebrei dall’Isola Maggiore fino all’antico molo di Sant’Arcangelo di Magione. Da lì, li condussero oltre le linee alleate, garantendo loro la salvezza.
L’eroica impresa di don Ottavio Posta non è passata inosservata. Successivamente, è stato riconosciuto come Giusto fra le Nazioni, un titolo riservato a coloro che rischiarono la propria vita per salvare ebrei durante l’Olocausto. La memoria della sua azione, a lungo dimenticata, è stata celebrata sull’ottantesimo anniversario sulle sponde del Lago Trasimeno.
Un piccolo monumento sul lago commemora l’evento, e grazie al Lyons Club locale, nascerà un Giardino dei Giusti. “Don Ottavio era una persona buona- ricorda la nipote Enrica Posta – era diventato sacerdote proprio per aiutare le persone in difficoltà”. Lo storico Gianfranco Cialini sottolinea: “Un grande orgoglio ricordare quest’impresa, ricordare chi ha salvato vite”.,