Droga, crescono gli assistiti dal Sert Umbria 1: eroina e cannabis le sostanze più usate

Report dell'azienda ospedialiera in occasione della giornata internazionale contro la droga. Nel perugino 1858 persone si sono recate nella struttura lo scorso anno, in particolare da Alto Tevere e Chiascio, in maggioranza fra i 40 ed i 44 anni

In occasione della Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, USL Umbria 1 sottolinea l’importanza dei servizi territoriali per le dipendenze. Questi servizi, attivi in tutti i distretti dell’Azienda, si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione per persone con dipendenze da sostanze illecite (come eroina, cocaina, THC e metanfetamine) e lecite (tabacco, alcol, psicofarmaci) oltre a comportamenti di abuso come il gioco d’azzardo. Le prestazioni del Sert sono esenti da ticket e l’accesso è diretto, senza necessità di impegnativa del medico curante.

L’attività della Usl Umbria 1

Nel corso del 2023, i Servizi Tossicodipendenze (Sert) dell’USL Umbria 1 hanno preso in carico 1.858 persone, segnando un leggero aumento rispetto al 2022, quando erano state 1.777. Di questi, l’80,8% sono uomini (1.502) e il 19,2% donne (356). Nel 2022, invece, il 80,2% dei pazienti erano maschi (1.426) e il 19,8% femmine (351).

Nel 2023, il Sert con il numero maggiore di pazienti è stato quello del Perugino, con 856 persone, seguito da Alto Tevere (340), Alto Chiascio (236), Media Valle del Tevere (158), Trasimeno (151) e Assisano (137). La fascia di età più rappresentata è stata quella tra i 40 e i 44 anni, con 256 utenti (13,8%), seguita da quella tra i 35 e i 39 anni con 254 casi (13,7%). Le fasce meno rappresentate sono state gli under 19 con 61 pazienti (3,3%) e gli over 59 con 92 (5%).

Sostanze più utilizzate

Le principali sostanze utilizzate dai pazienti del Sert nel 2023 sono state l’eroina (67,4%, 1.224 casi), la cocaina (16,7%, 303) e i cannabinoidi (13,6%, 248). Altre sostanze utilizzate includono altri oppiacei (0,7%), crack (0,5%), benzodiazepine (0,4%), metadone (0,3%), anfetamine (0,1%), allucinogeni (0,1%), altri ipnotici e sedativi (0,1%), ketamina (0,1%) e altre sostanze (0,1%).

Nel 2022, la fascia d’età con più utenti era quella tra i 35 e i 39 anni con 262 pazienti (14,7%). Le sostanze maggiormente utilizzate erano l’eroina (70,5%, 1.252 persone), la cocaina (15,5%, 275) e i cannabinoidi (11,4%, 203).

La comunità Incontro

Sulla vicenda interviene anche la comunità incontro, che attraverso una campagna social invita a non lasciarsi sopraffare da quella che chiama “cattiva informazione”: “Occorre fermare questo trend con interventi mirati per identificare condizioni di rischio e di vulnerabilità – afferma il capo struttura Giampaolo Nicolasi – nonchè informare, sensibilizzare e combattere le fake news adottando efficaci forme di comunicazione che possano fornire gli strumenti necessari per conoscere i reali rischi associati alle dipendenze”.  Nicolasi parla di informazioni “sbagliate o fuorvianti” e il mirino è puntato particolarmente verso la cannabis, ma non solo: “Non bisogna trarre in inganno i giovani, portandoli inesorabilmente verso le dipendenze o l’inconsapevole ed occasionale assunzione di sostanze letali, come nel caso del fentanyl”, dice Nicolasi

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