In occasione della Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, USL Umbria 1 sottolinea l’importanza dei servizi territoriali per le dipendenze. Questi servizi, attivi in tutti i distretti dell’Azienda, si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione per persone con dipendenze da sostanze illecite (come eroina, cocaina, THC e metanfetamine) e lecite (tabacco, alcol, psicofarmaci) oltre a comportamenti di abuso come il gioco d’azzardo. Le prestazioni del Sert sono esenti da ticket e l’accesso è diretto, senza necessità di impegnativa del medico curante.
L’attività della Usl Umbria 1
Nel corso del 2023, i Servizi Tossicodipendenze (Sert) dell’USL Umbria 1 hanno preso in carico 1.858 persone, segnando un leggero aumento rispetto al 2022, quando erano state 1.777. Di questi, l’80,8% sono uomini (1.502) e il 19,2% donne (356). Nel 2022, invece, il 80,2% dei pazienti erano maschi (1.426) e il 19,8% femmine (351).
Nel 2023, il Sert con il numero maggiore di pazienti è stato quello del Perugino, con 856 persone, seguito da Alto Tevere (340), Alto Chiascio (236), Media Valle del Tevere (158), Trasimeno (151) e Assisano (137). La fascia di età più rappresentata è stata quella tra i 40 e i 44 anni, con 256 utenti (13,8%), seguita da quella tra i 35 e i 39 anni con 254 casi (13,7%). Le fasce meno rappresentate sono state gli under 19 con 61 pazienti (3,3%) e gli over 59 con 92 (5%).
Sostanze più utilizzate
Le principali sostanze utilizzate dai pazienti del Sert nel 2023 sono state l’eroina (67,4%, 1.224 casi), la cocaina (16,7%, 303) e i cannabinoidi (13,6%, 248). Altre sostanze utilizzate includono altri oppiacei (0,7%), crack (0,5%), benzodiazepine (0,4%), metadone (0,3%), anfetamine (0,1%), allucinogeni (0,1%), altri ipnotici e sedativi (0,1%), ketamina (0,1%) e altre sostanze (0,1%).
Nel 2022, la fascia d’età con più utenti era quella tra i 35 e i 39 anni con 262 pazienti (14,7%). Le sostanze maggiormente utilizzate erano l’eroina (70,5%, 1.252 persone), la cocaina (15,5%, 275) e i cannabinoidi (11,4%, 203).
La comunità Incontro
Sulla vicenda interviene anche la comunità incontro, che attraverso una campagna social invita a non lasciarsi sopraffare da quella che chiama “cattiva informazione”: “Occorre fermare questo trend con interventi mirati per identificare condizioni di rischio e di vulnerabilità – afferma il capo struttura Giampaolo Nicolasi – nonchè informare, sensibilizzare e combattere le fake news adottando efficaci forme di comunicazione che possano fornire gli strumenti necessari per conoscere i reali rischi associati alle dipendenze”. Nicolasi parla di informazioni “sbagliate o fuorvianti” e il mirino è puntato particolarmente verso la cannabis, ma non solo: “Non bisogna trarre in inganno i giovani, portandoli inesorabilmente verso le dipendenze o l’inconsapevole ed occasionale assunzione di sostanze letali, come nel caso del fentanyl”, dice Nicolasi