A pochi giorni dal ballottaggio decisivo per la nuova sindaca di Perugia, la tensione è palpabile tra i sostenitori di Vittoria Ferdinandi e Margherita Scoccia. La coalizione di centrodestra che supporta Scoccia ha dichiarato che i cittadini hanno una “straordinaria responsabilità” nel decidere se progredire o ritornare a un passato dominato dall'”ideologia estremista”. Ferdinandi ha risposto accusando la destra di condurre una campagna basata su “strumentalizzazioni” e “delegittimazioni”.
La coalizione di centrodestra ha enfatizzato l’importanza del voto del 23 e 24 giugno, descrivendolo come uno “spartiacque per Perugia”. I sostenitori di Scoccia hanno sottolineato i risultati ottenuti in termini di progetti milionari e investimenti che hanno portato “ricchezza e fiducia” alla città. Secondo la coalizione, i perugini devono scegliere tra “l’estremismo e la responsabilità”, tra “sogni irrealizzabili e progetti concreti”, tra “passato e sviluppo”. Hanno inoltre criticato il modello sociale proposto dalla sinistra, definendolo “fallimentare” e paragonandolo alla gestione di Ada Colau a Barcellona.
In risposta, Vittoria Ferdinandi ha denunciato il cambio di tono della campagna elettorale della destra, accusandola di continuare a delegittimare l’avversario con “fantasie strumentali”. Ha invitato a riflettere sulle reali ragioni del giudizio negativo espresso dai cittadini sulla giunta uscente, citando il “degrado delle strade”, l'”aumento della Tari” e le condizioni critiche della “sanità locale”. Ferdinandi ha criticato la visione urbanistica di Scoccia, sottolineando come la città abbia subito una “cementificazione massiccia” negli ultimi anni.
Ferdinandi ha anche attaccato la gestione della cultura e dei servizi alla persona da parte dell’amministrazione uscente. Ha citato la situazione del Teatro Turreno, del Teatro Pavone e del Palazzo della Penna come esempi di “mancanza di visione e progettualità”. Ha inoltre criticato la riduzione dei consultori per le donne, evidenziando come solo “uno e mezzo dei nove iniziali” sia ancora operativo.
Infine, Ferdinandi ha difeso la propria campagna elettorale come un modello di “partecipazione e ascolto”, opponendosi alla confusione tra estremismo e radicalità. Ha ribadito l’impegno del suo schieramento a portare una “nuova stagione di inclusione e partecipazione” per Perugia, contrapposta a una visione “condominiale” della città.