Perugia, il lavoro secondo i giovani: precario, sottopagato e lontano da casa

Presentata l’indagine di Nidil Cgil, in collaborazione con Udu, Altrascuola e Porco Rosso. Intervistati 350 under 35

Un sondaggio eseguito da Nidil CGIL, Udu Perugia, Altrascuola Perugia e Il Porco Rosso ha messo in luce una realtà preoccupante per i giovani sotto i 35 anni di Perugia riguardo al mondo del lavoro. I dati, presentati il 14 maggio 2024 alla Camera del Lavoro di Perugia, rivelano che un giovane su tre è insoddisfatto della propria esperienza lavorativa, mentre il 65,3% percepisce barriere significative all’ingresso nel mercato del lavoro.

Luigi Chiapparino di Nidil CGIL Perugia, durante la presentazione, ha sottolineato: “Quello che emerge è un quadro preoccupante, caratterizzato dal prevalere, nella popolazione giovanile della nostra città, della preoccupazione circa le proprie prospettive lavorative. Il lavoro che i giovani si immaginano è precario, sfruttato, sottopagato e spesso in un territorio diverso da quello perugino”. Queste parole riflettono una profonda insoddisfazione e incertezza per il futuro lavorativo nella regione.

Tra i 350 giovani intervistati, il 77,7% degli studenti ritiene che sarà necessario lasciare Perugia per trovare opportunità di lavoro post-studi. Inoltre, il 66,2% ha già avuto esperienze lavorative, con il 33,8% che le giudica negativamente. Questo implica che le sfide nel bilanciare studio e lavoro sono significative, come dimostra il fatto che il 66,2% degli intervistati ritiene che il lavoro abbia influenzato negativamente i loro studi.

L’evento ha visto la partecipazione di vari attori chiave, tra cui Nicoletta Schembari (Udu Perugia), e candidati sindaco come Vittoria Ferdinandi e Leonardo Caponi. In chiusura, Simone Pampanelli, segretario generale della CGIL di Perugia, ha ribadito l’importanza del sondaggio: “Questo lavoro di ricerca è prezioso perché ci restituisce un quadro molto preciso e altrettanto preoccupante del rapporto che le giovani generazioni hanno con il lavoro nella nostra città, Perugia. Come CGIL siamo convinti della necessità di aggredire questa precarietà diffusa”.

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