A Perugia, nella Sala della Provincia, si è svolto lunedì 22 aprile l’evento “Fermiamo la scia di sangue”, organizzato dalla Fai-Cisl Umbria. L’incontro ha raccolto delegati e rappresentanti istituzionali dei settori agroalimentari e ambientali, focalizzati sull’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Simone Dezi, segretario generale Fai Cisl Umbria, ha messo in luce la gravità della situazione attuale: “La situazione è drammatica”, ha esordito Dezi, sottolineando che “il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere trattato solo quando avvengono disgrazie. Questo tema deve diventare oggetto di un confronto continuo con tutti gli attori del mondo del lavoro”. Dezi ha poi ribadito l’importanza di un cambio di prospettiva: “La sicurezza non è un costo, ma deve essere considerata giustizia sociale”.

Anche Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria, ha evidenziato la necessità di rinnovare l’approccio alla sicurezza: “Rispetto alle malattie professionali, agli infortuni e alla forza lavoro, l’Umbria è ai primi posti a livello nazionale. C’è estremo bisogno di fare formazione, informazione e creare una nuova cultura della sicurezza”, ha dichiarato Manzotti. L’obiettivo? “Perché un’azienda sicura è un’azienda più produttiva”.
Salvatore Macrì e Gennaro Cancellaro, rispettivamente dirigente servizio prevenzione sanità veterinaria e sicurezza alimentare e responsabile ufficio istituzionale prevenzione direzione regionale Umbria di Inail hanno condiviso dati incoraggianti sulla riduzione degli infortuni. Macrì ha sottolineato un calo del 6,6% degli infortuni denunciati nel 2023 rispetto all’anno precedente, mentre Cancellaro ha evidenziato una riduzione del 30,7% degli infortuni dal 2018 al 2022.
La giornata si è conclusa con le parole di Onofrio Rota, segretario generale Fai Cisl nazionale, che ha rimarcato l’importanza della condizionalità sociale: “E poi c’è la sfida della condizionalità sociale nella Politica Agricola Comune, stata una conquista basilare per tutelare meglio lavoratrici e lavoratori, ed è positivo che l’Italia sia tra i Paesi che per primi hanno voluto attuarla.”