Appropriazione indebita è l’accusa con la quale è finita sotto processo un’amministratrice di condominio a Perugia che gestiva i conti di un’elegante palazzina di via del Verzaro, parzialmente di proprietà della Regione che si è costituita parte civile nel processo. Ne riferisce Il Messaggero.
La storia ha avuto inizio dieci anni fa, quando sono stati scoperti i primi ammanchi. L’amministratrice, una sessantenne umbra è stata accusata di aver sottratto circa 100.000 euro dalle casse del condominio. Secondo il capo d’imputazione, la donna aveva effettuato tre bonifici sostanziosi all’insaputa dei condomini, i quali pensavano invece di essere in regola con i pagamenti.
Il primo furto segnalato ammontava a 56.000 euro, soldi versati dai condomini per coprire due fatture da 30.000 e 26.000 euro, rispettivamente, per lavori straordinari effettuati nel condominio. Successivamente, è stata scoperta una seconda sottrazione di oltre 31.000 euro, pari alla differenza tra il costo totale dei lavori e la somma effettivamente raccolta.
Ulteriori 10.000 euro sono stati prelevati in varie fasi dal conto corrente del condominio senza giustificazioni apparenti, portando il totale degli ammanchi a circa 100.000 euro.
L’accusa di appropriazione indebita è stata formalizzata nel 2021, dopo che gli ammanchi erano stati distribuiti tra il 2014 e il 2020. La lunga battaglia legale si è conclusa recentemente quando i legali dei condomini hanno presentato al giudice Marco Verola un atto di transazione e di remissione della querela. L’accordo prevede che l’amministratrice si impegni a risarcire i danni, evitando così una probabile condanna. Le parti hanno concordato un risarcimento pari a poco più della metà della somma inizialmente sottratta.