La Cattedrale di San Lorenzo a Perugia si è trasformata in un faro di speranza nella notte della Veglia Pasquale. L’arcivescovo Ivan Maffeis ha guidato i fedeli in un viaggio spirituale dall’oscurità alla luce, segnando l’inizio della celebrazione con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale nel chiostro, seguiti dalla benedizione dell’acqua al fonte battesimale.
Durante la solenne cerimonia, tre giovani catecumene, Almira, Kisiana e Sara, hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, simbolo tangibile della fede che continua a risplendere nel cuore degli uomini e delle donne di oggi. “La luce del Risorto – ha dichiarato Maffeis nell’omelia – affascina anche oggi: questa sera ce lo testimoniano tre ragazze che, dopo un percorso di formazione, hanno chiesto di ricevere il battesimo.”
La celebrazione è stata ulteriormente arricchita dalle note dell’”Alleluia” dal Messia di Handel, eseguito magistralmente dalla Corale Laurenziana, che ha elevato lo spirito dei presenti, rafforzando il messaggio di rinascita e speranza portato dalla Pasqua.
L’arcivescovo Maffeis ha riflettuto sulla condizione umana, spesso avvolta nel buio di incertezze e solitudini, e ha sottolineato come la Veglia Pasquale rappresenti un invito a superare l’oscurità del Sabato Santo con la luce della fede. “Il buio che avvolge questo tempo ci ha indebolito la memoria,” ha affermato, richiamando l’importanza di riscoprire la tradizione viva della fede cristiana che ha modellato la cultura e promosso la dignità umana. “Oltre alla memoria del passato, il buio stende il suo velo anche sul nostro presente: è il buio di certe solitudini disperate, di relazioni ferite, di quella sfiducia che porta ad abbassare la serranda, a vivere ripiegati, distanti dal sentirci responsabili di una famiglia o di comunità, per la quale spendersi con generosità.Nel buio diventa difficile anche immaginare il futuro”, ha detto il presule.
In un mondo segnato da violenze e paura, la luce del Cristo Risorto emerge come una guida sicura verso un futuro di speranza. La fede, la speranza e la carità che si rinnovano nella Veglia Pasquale sono un promemoria che la vita è una vocazione sacra, destinata a una risposta generosa e amorevole: “Il Signore è risorto. È Lui l’Alfa e l’Omega, il Signore del tempo e della storia. È Lui la nostra luce. Una luce che consola, provocandoci a integrare anche l’esperienza del buio o del fallimento in qualcosa di più grande, a recuperare uno sguardo d’insieme, a saper ricondurre i diversi tasselli in un disegno unitario, che dà significato a quello che siamo e a quello che facciamo. In tanti uomini e donne di oggi questa luce genera fede, speranza e carità; uomini e donne che sentono che la vita non è frutto del caso, ma è vocazione che attende la risposta di una vita buona, riconciliata, sobria, fraterna; una vita che ritrova il profumo della gratuità, del dono di sé”.