Bruciò l’auto della ex: comandante della Polizia locale resta col braccialetto elettronico

Respinta l'istanza del rappresentante della municipale ddel casertano.L'uomo è accusato di atti persecutori, danneggiamento e accesso abusivo a sistemi informatici.

Un’enorme quantità di dati, costituita da messaggi, video e foto, è stata rinvenuta nei dispositivi telefonici e computer del comandante della Polizia locale del Casertano, attualmente sotto processo con l’accusa di stalking nei confronti di una collega con cui aveva precedentemente avuto una relazione. Il consulente della Procura di Perugia, incaricato dell’analisi di tali dati, ha anche esaminato i social della vittima, presuntamente hackerati dall’imputato e utilizzati per monitorare la donna.

Durante l’udienza di ieri presso il Tribunale penale di Perugia, un consulente tecnico del pubblico ministero è stato ascoltato in relazione ai dettagli emersi da vari dispositivi, ritenuti uno degli elementi probatori dell’attività persecutoria e di controllo attribuita all’imputato nei confronti dell’ex collega. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Luca Valigi, sarà chiamata a testimoniare in aprile, fornendo la propria versione dei fatti.

Il giudice ha anche preso una decisione in merito alla revoca della misura cautelare impostata quasi un anno fa, che prevedeva l’uso di una cavigliera elettronica e il divieto di avvicinare l’ex fidanzata. La misura cautelare è stata confermata dal giudice.

L’accusa della Procura di Perugia sostiene che l’imputato avrebbe appiccato il fuoco all’auto della sua ex dopo che la donna, agente di polizia locale, aveva interrotto la relazione e si era trasferita in Umbria per lavoro e residenza. L’uomo è accusato di atti persecutori, danneggiamento e accesso abusivo a sistemi informatici. L’incendio risale al 12 marzo 2023 e è stato documentato dalle telecamere di sorveglianza nella zona residenziale nei pressi di Perugia. Il cellulare dell’imputato si sarebbe collegato alla cella telefonica situata proprio nel luogo dell’incendio.

La Procura contesta inoltre all’uomo l’accesso non autorizzato alla casa della donna, la cattura delle credenziali dei suoi account sui social e l’utilizzo di tali informazioni per screditarla attraverso messaggi e post. L’imputato avrebbe perfino fatto irruzione nella casa della donna per ottenere segretamente password e credenziali al fine di controllarla sui social e denigrarla agli occhi di familiari e amici.

Il processo è stato rinviato ad aprile per consentire la deposizione della persona offesa e per l’ascolto degli altri testimoni dell’accusa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

I Carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino di 56 anni accusato di atti persecutori nei...
Anziana
Un giovane di 19 anni tenta di truffare un'anziana di 99 anni, ma grazie al...
La Regione sollecita un confronto con Mit, Antitrust e Regioni del Centro Italia sulle nuove...

Altre notizie