La questione del lavoro precario nel settore dell’educazione è stata evidenziata come una crisi in crescita da Lucia Marinelli, Segretaria Generale della Federazione Uilscuola-Rua dell’Umbria. Un recente studio condotto dall’organizzazione ha messo a confronto i dati relativi agli anni scolastici 2015/16 e 2022/23, rivelando un aumento significativo della quota di personale a tempo determinato.
Nel corso degli ultimi otto anni, la percentuale di docenti precari è salita dal 12% al 24%, segnando una media di crescita di quasi due punti percentuali all’anno. Questo incremento ha portato a un totale di 234.576 insegnanti a contratto temporaneo su una forza lavoro complessiva di 943.680 docenti.
Anche il personale ausiliario non è rimasto immune da questa tendenza, con il 21,64% del totale che lavora con contratti a termine, in netto aumento rispetto all’12,75% registrato otto anni fa. La situazione in Umbria riflette il trend nazionale, con un marcato aumento del personale docente e di supporto su base precaria.
Marinelli ha sottolineato la necessità di una riflessione critica sulle attuali politiche di reclutamento e sulle strategie di investimento adottate finora, giudicate insufficienti per affrontare la problematica del precariato. Ha inoltre criticato l’approccio della politica verso questa questione, richiamando l’attenzione sulla vita quotidiana dei precari, caratterizzata da incertezza e disorientamento.
Secondo la Segretaria, la soluzione sta negli investimenti nel settore educativo, piuttosto che nel taglio delle risorse. Ha evidenziato l’importanza della stabilizzazione del personale per garantire la continuità didattica e mantenere alta la qualità dell’istruzione, fattori cruciali per il futuro delle nuove generazioni.
Tra le proposte avanzate, vi è l’uso delle Graduatorie Provinciali di prima fascia come principale canale di assunzione e l’eliminazione della distinzione tra organico di fatto e di diritto. Inoltre, si punta a garantire che gli studenti con disabilità siano seguiti da docenti specializzati, migliorare il calcolo dell’organico ATA e autorizzare ogni anno il 100% del turnover per le assunzioni a tempo indeterminato, oltre a introdurre una graduatoria per le supplenze brevi.