Sequestra e minaccia la escort per non pagare la prestazione: a processo

Secondo l’accusa, avrebbe obbligato la donna a restare nella sua abitazione, rifiutandosi di uscire nonostante le sue richieste e costringendola a cercare cocaina per lui.

Giudice tribunale

Un imprenditore perugino è stato inviato a giudizio per una notte di follia con una escort. Dovrà comparire davanti al giudice Francesco Loschi il 16 ottobre prossimo, per rispondere delle accuse di sequestro di persona e violenza privata.

L’imputato è accusato di aver coartato la donna dopo aver concordato e consumato un rapporto sessuale a pagamento. Secondo l’accusa, avrebbe obbligato la escort a restare nella sua abitazione, rifiutandosi di uscire nonostante le sue richieste e costringendola a cercare cocaina per lui. Di fronte al suo rifiuto, avrebbe minacciato la donna con un coltello da cucina, afferrandola per i capelli e costringendola ad accettare le sue richieste.

Secondo la Procura di Perugia, l’imputato avrebbe legato i polsi della donna con del nastro adesivo e l’avrebbe rinchiusa nel bagno, impedendole di uscire. La donna avrebbe acconsentito alle richieste dell’imputato, sperando di essere liberata, ma una volta libera avrebbe denunciato l’accaduto.

La escort, costituitasi parte civile, chiede ora un risarcimento di 10mila euro per i danni subiti. La vicenda sarà giudicata in tribunale il prossimo mese.

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