“Confcommercio ha certificato, senza possibilità di contraddizione, i dati che evidenziano la crescente desertificazione del cuore storico di Perugia. L’amministrazione comunale uscente, dopo le mie dichiarazioni riguardanti una città chiusa su se stessa, si è dimostrata refrattaria al dissenso: tuttavia, i numeri sono inequivocabili, più resistenti della propaganda”, afferma la candidata sindaco al Comune di Perugia del Pd Vittoria Ferdinandi.
“Coloro che, come me, hanno avuto il privilegio di vivere e lavorare nel centro storico, un luogo intriso di bellezza ad ogni angolo, sono consapevoli che negli ultimi dieci anni molte, troppe, attività commerciali hanno chiuso i battenti. Nello specifico – prosegue Ferdinandi – sono scomparse 108 attività di vendita al dettaglio, con tutte le conseguenze negative in termini di servizi, qualità della vita, sicurezza e attrattività. Al di là delle narrazioni ottimistiche, comprensibili durante la campagna elettorale, i cittadini sono consapevoli che Perugia, e il suo centro storico, necessitano di un rilancio. Nel periodo tra il 2012 e il 2023 – riporta Confcommercio – il centro storico di Perugia ha visto “una perdita del 30,95% delle attività commerciali, rispetto al 13,98% registrato nel resto del territorio comunale”.
“È necessario un cambio di rotta perché le iniziative di animazione, gli eventi di varia portata, non sono sufficienti a garantire un reddito adeguato e stabile per i commercianti del centro. È indispensabile riportare la popolazione in città, promuovere la residenzialità, creare nuove opportunità di lavoro: bisogna concepire e attuare una visione del centro storico non solo come una splendida vetrina, ma anche come un luogo vitale e dinamico dove coltivare interessi, passioni e vivere la propria quotidianità. Una città storica in grado di offrire servizi efficienti e opportunità innovative. Questo – conclude Ferdinandi – è ciò che immaginiamo per ravvivare il centro storico e lo realizzeremo attraverso la creazione di reti culturali che coinvolgano le università e gli studenti, ma anche attraverso reti di imprese commerciali, solide e durature, capaci di rendere questo luogo più accattivante e competitivo dal punto di vista commerciale”.