La situazione ha preso una svolta decisiva a ottobre, quando il religioso ha deciso di sporgere denuncia, affidandosi alla difesa legale dell’avvocato Luca Gentili. Dopo aver informato le autorità, il frate ha organizzato un nuovo appuntamento con l’albanese per la consegna del denaro.
Tuttavia, invece del frate, all’appuntamento si sono presentati i Carabinieri che hanno arrestato l’uomo, sorprendendolo in flagranza.
Il procedimento giudiziario è stato quindi avviato e si prevede di entrare nel vivo con l’audizione dei primi testimoni nel mese di luglio. Il frate, che si è costituito parte civile nel processo, ha dichiarato che eventuali risarcimenti ottenuti in seguito alla condanna dell’imputato saranno devoluti al Patriarcato di Gerusalemme, segno del suo desiderio di trasformare un episodio negativo in un’opportunità di beneficenza.