Foligno, pietre d’inciampo per ricordare i concittadini deportati e morti

Le pietre, parte di un'iniziativa europea avviata nel 1995 dall'artista Gunter Demnig, portano incisi i nomi delle vittime, i luoghi di vita o studio, oltre ai dettagli della loro deportazione e morte

Sabato a Foligno è stata una giornata significativa dedicata al ricordo delle vittime della persecuzione nazifascista, con la cerimonia di installazione di otto “Stolpersteine” o pietre d’inciampo. Questi speciali monumenti, concepiti per commemorare singolarmente le persone deportate e mai rientrate durante il regime nazifascista, sono stati dislocati in punti significativi del comune, trasformando i marciapiedi in luoghi di memoria storica.

Le pietre, parte di un’iniziativa europea avviata nel 1995 dall’artista Gunter Demnig, portano incisi i nomi delle vittime, i luoghi di vita o studio, oltre ai dettagli della loro deportazione e morte, invitando a una riflessione profonda sulla storia.

L’iniziativa è frutto di una mozione del consigliere comunale Mario Gammarota, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Foligno. Sei delle pietre sono state finanziate direttamente dal Comune, due sono state donate dal Rotary Club Foligno, e una ulteriore verrà presto aggiunta grazie al contributo del Club Unesco di Foligno.

Paola De Bonis, assessore alla memoria, ha evidenziato l’importanza delle pietre come mezzi per narrare le tragiche storie di chi è stato ingiustamente perseguitato. Il sindaco Stefano Zuccarini ha sottolineato come questi “piccoli oggetti, veri gioielli della memoria”, servano a mantenere viva la consapevolezza degli orrori del passato.

All’evento ha partecipato anche Maria Pizzoni, presidente onoraria dell’Aned Umbria e sorella di Franco, uno dei deportati che non ha fatto ritorno. La sua testimonianza ha aggiunto un tocco emotivamente potente alla cerimonia, descritta come una “giornata commovente”, nel ricordo di coloro che hanno sofferto e perso la vita sotto il terrore nazifascista.

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