Umbria, l’Istat: per stazioni ferroviarie e autostrade troppo distanti

Secondo l'analisi, un terzo dei comuni umbri ha la propria stazione ferroviaria lontana almeno 15 minuti. E l'alta velocità è un problema

L’Umbria affronta sfide significative in termini di accessibilità alle principali infrastrutture di trasporto, come evidenziato da un recente dossier dell’Istat. Nonostante la regione sia dotata di infrastrutture di trasporto, la loro accessibilità rimane un problema. Questo è particolarmente vero per ragioni geografiche e demografiche. L‘Istat sottolinea l’importanza dell’accessibilità, affermando che “la facilità di accesso alle infrastrutture è cruciale per la qualità della vita dei cittadini e per la competitività delle imprese”.

In termini di ferrovie, l’Umbria si distingue positivamente: quasi il 30% dei comuni umbri ha accesso a una stazione ferroviaria entro 15 minuti, una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale. Tuttavia, nonostante la buona percentuale di accessibilità, la qualità del servizio ferroviario e la connessione all’alta velocità rimangono questioni aperte. Attualmente, l’alta velocità è presente solo a Perugia, con Terontola e Orte come riferimenti principali per molti.

Per quanto riguarda le autostrade, la situazione è meno favorevole. L’Umbria è marginale rispetto alla rete autostradale principale, con l’A1 che tocca solo parzialmente la regione. Secondo i dati Istat, meno del 5% degli umbri può raggiungere un’autostrada in meno di 15 minuti, il dato peggiore in Italia. Circa un terzo dei residenti richiede dai 30 ai 45 minuti per accedere all’autostrada, superando la media nazionale. In termini di classificazione Istat, solo il 16% dei comuni umbri è considerato “accessibile e vicino” a un’autostrada, mentre il 78% è classificato come “inaccessibile e distante”.

L’accesso agli aeroporti in Umbria è leggermente migliore rispetto alla media nazionale. Quasi metà della popolazione umbra può raggiungere l’aeroporto di San Francesco in meno di 30 minuti, superando la media italiana del 36%. Tuttavia, la limitata portata e capacità dell’unico aeroporto della regione riduce le opportunità di connessione rispetto ad altri aeroporti più grandi.

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