Tra il 2009 e il 2019, un notevole progresso è stato osservato nelle province di Umbria in termini di qualità delle istituzioni pubbliche.A dirlo è uno studio della Cgia di Mestre, che ha analizzato l’Institutional Quality Index (IQI). Quest’ultimo, ideato dall’Università di Napoli Federico II nel 2014, è un indicatore che valuta la qualità delle istituzioni pubbliche in diverse aree italiane.
L’IQI, con valori che variano da zero a uno, si distingue per il suo approccio basato su dati concreti piuttosto che sulle percezioni dei cittadini. Questo indice aggiornato all’anno 2019 prende in considerazione diversi fattori, tra cui i servizi pubblici, l’attività economica locale, la giustizia, la corruzione, il livello culturale e l’engagement civico. Secondo l’analisi della Cgia, l’applicazione di questo indice rivela un’italia divisa: le regioni settentrionali mostrano generalmente livelli più elevati di eccellenza istituzionale, mentre quelle meridionali tendono a
La provincia di Perugia ha ottenuto un punteggio di 0,720, salendo alla 44. posizione dalla 49.del 2009. Analogamente, Terni ha raggiunto il 48esimo posto con un punteggio di 0,698, scalando nove posizioni rispetto a dieci anni fa.
Al vertice della classifica nazionale, troviamo Trento con un punteggio perfetto di uno, seguita da Trieste e Treviso. Sfiorano il podio città come Gorizia, Firenze e Venezia, mentre in fondo alla lista si posizionano Catania, Trapani, Caltanissetta, Crotone, con Vibo Valentia all’ultimo posto. Questi dati, come evidenziato dalla Cgia, dimostrano una forte concentrazione di alte prestazioni istituzionali nel Nordest italiano.