Una grave emergenza strutturale interessa il carcere di Capanne a Perugia, mettendo a rischio sia i poliziotti penitenziari che i detenuti. La denuncia arriva da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), in visita all’istituto accompagnato dai dirigenti del sindacato. Secondo Capece, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Firenze (PRAP) avrebbe sottovalutato la criticità, ritardando interventi urgenti.
Infiltrazioni d’acqua e problemi di sicurezza
Le segnalazioni del SAPPE, inoltrate a partire da aprile 2024, evidenziano infiltrazioni d’acqua nei solai delle sezioni III A e III B, peggiorate con le forti piogge di ottobre. Pareti e prese elettriche danneggiate, telefoni di servizio malfunzionanti nei box degli agenti e una semplice imbiancatura come unico intervento effettuato: questi i problemi segnalati dal sindacato, che sottolinea come tali criticità compromettano la sicurezza operativa all’interno del carcere.
Capece attacca duramente la lentezza burocratica del PRAP di Firenze, che avrebbe affidato solo ora la progettazione tecnica degli interventi, con il rischio che i primi lavori concreti partano non prima del 2025. Il segretario generale del SAPPE annuncia quindi la possibilità di un esposto all’ASL, all’Ispettorato del Lavoro e al VISAG (Servizio di Vigilanza sull’Igiene e Sicurezza dell’Amministrazione della Giustizia) per garantire la tutela del personale penitenziario.
Sovraffollamento e violenze nel carcere di Capanne
Alla situazione strutturale si aggiunge il sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di circa 350 posti, al 31 gennaio i detenuti erano 456, di cui 64 donne. In Umbria, il totale dei detenuti supera i 1.600, con numerosi episodi di aggressioni, colluttazioni e tentati suicidi.
Capece ha incontrato anche il personale dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Perugia, realtà che segue 1.815 cittadini nel capoluogo umbro e 696 a Terni, oltre a 354 minorenni e giovani adulti nei servizi sociali per i minori. Il segretario SAPPE sottolinea la carenza di organico e la presenza di oggetti non consentiti, come droghe e telefoni cellulari nelle carceri umbre.
Capece conclude con un duro attacco alle istituzioni: la Polizia Penitenziaria è stanca di subire violenze quotidiane, mentre chi gestisce il sistema penitenziario a livello regionale e politico non interviene con misure concrete. Il SAPPE chiederà l’intervento diretto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché venga garantita maggiore sicurezza e un miglioramento delle condizioni di lavoro negli istituti di pena dell’Umbria.