Con una solenne celebrazione presieduta da mons. Domenico Sorrentino, il Santuario francescano del Sacro Tugurio di Rivotorto ha riaperto le sue porte al culto. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato figure di rilievo come fra Marco Moroni OFMConv, Custode del Sacro Convento, il sindaco di Assisi e Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, e il Commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto del 2016, sen. Guido Castelli.
Un restauro mirato alla stabilità strutturale
Il progetto di restauro, guidato dall’ing. Margherita Prosperi, ha affrontato i danni provocati dal sisma che colpì il Centro Italia nel 2016. Gli interventi principali hanno riguardato:
- Il ripristino degli elementi murari danneggiati;
- La messa in sicurezza delle volte e il rinforzo della facciata principale;
- Il miglioramento della stabilità degli elementi lapidei, riportando la struttura al suo stato originario pre-sisma.
Questi lavori, coordinati dallo studio Mox Associati e realizzati dall’ATI Renaissance Srl e Tecnireco Srl, continueranno nei prossimi mesi per completare gli ultimi dettagli, come gli interventi nel sottotetto e l’aggiunta di nuovi servizi per i pellegrini.
Importanza spirituale e prospettive future
Fra Marco Moroni ha sottolineato l’importanza del Santuario di Rivotorto nella storia francescana: “Qui San Francesco sperimentò le prime prove di vita fraterna con i suoi compagni”. La riapertura del Santuario è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra enti locali, tecnici e maestranze.
L’evento assume un valore particolare in vista del Giubileo del 2025 e delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026, che attireranno un numero significativo di pellegrini. La Custodia Generale del Sacro Convento mira a migliorare ulteriormente l’accoglienza, con l’obiettivo di offrire un’esperienza più completa ai visitatori.
Un riconoscimento speciale
Durante la celebrazione, mons. Sorrentino ha consegnato al prof. Sergio Fusetti, capo restauratore della Basilica di San Francesco, l’onorificenza pontificia di Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa, per il suo cinquantennale impegno nella tutela del patrimonio artistico di Assisi. Questo riconoscimento sottolinea il valore del lavoro svolto per preservare i luoghi simbolo della spiritualità francescana.
Le parole della sindaca
“Essere riaccolti qui è un miracolo ma è anche il frutto del lavoro e dell’ingegno dell’uomo”: lo ha detto la presidente della Regione e sindaca di Assisi Stefania Proietti, nel suo breve intervento
Ha quindi parlato di “una profonda emozione tornare nel Santuario, al suo grande splendore, tornare a casa” e ha ricordato il lavoro eseguito all’indomani del sisma del 2016, con oltre 1.100 sopralluoghi nel territorio.
Con commozione la sindaca – riferisce il Comune di Assisi – ha citato i momenti di difficoltà e di apprensione, subito dopo le scosse, quando appena insediatosi ha dovuto far fronte all’emergenza.
“Ci siamo impegnati tutti – ha rilevato Proietti -, dal commissario ai tecnici e funzionari del Comune, della Regione, della Soprintendenza, per ricostruire edifici e chiese tenendo sempre a mente i criteri della prevenzione”.
Per il commissario Castelli “è stato un momento meraviglioso condividere la restituzione di una chiesa alla comunità perché è la dimostrazione che dal male, il terremoto, può nascere il bene”.