Il Coordinamento dei Comitati per la difesa della Sanità Territoriale e dell’Ospedale della Media Valle del Tevere, rappresentato da Alvaro Grossi, ha inviato una richiesta formale alle autorità sanitarie umbre, chiedendo modifiche immediate agli assetti organizzativi sanitari attuali. La mobilitazione nasce dalla decisione unanime presa durante l’ultima assemblea del coordinamento, che ha individuato due temi centrali: il miglioramento dei ricoveri ospedalieri e l’accesso alle prestazioni specialistiche nella regione.
Le problematiche sui ricoveri ospedalieri
Il primo punto riguarda le disposizioni organizzative che obbligano i residenti della Media Valle del Tevere a ricoverarsi in ospedali situati a 80-90 km di distanza dai comuni di Marsciano, Todi, Deruta e altre località limitrofe. Le strutture interessate sono quelle di Branca e Città di Castello, che si trovano lontano dal territorio della Media Valle del Tevere. Secondo Grossi, tale disposizione, emanata tramite la nota prot. 0079555 del 18 ottobre 2023, ha gravi ripercussioni sui pazienti, in particolare sugli anziani, creando disagi psicofisici e oneri economici per le famiglie.
I problemi principali evidenziati sono i seguenti:
- Distanza eccessiva: I lunghi viaggi verso ospedali lontani riducono la possibilità di visite da parte dei familiari, fondamentali per il benessere psicofisico dei pazienti.
- Disorientamento degli anziani: I ricoveri lontano dal proprio territorio accentuano le problematiche di salute mentale e relazionale, aggravando la condizione dei pazienti più vulnerabili.
Il coordinamento chiede pertanto che i ricoveri avvengano presso strutture più vicine, in particolare l’ospedale di Pantalla, che dovrebbe essere riqualificato per accogliere pazienti acuti del distretto, e le Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, in base alla residenza del paziente.
Accesso alle prestazioni specialistiche: la situazione del CUP regionale
Il secondo tema affrontato riguarda l’accesso alle prestazioni diagnostiche e specialistiche, in particolare quelle organizzate tramite il sistema CUP regionale. Attualmente, le prenotazioni per visite ed esami diagnostici comportano spostamenti che superano i 100 chilometri dal domicilio del paziente, creando notevoli difficoltà logistiche, soprattutto per gli anziani e i cittadini senza mezzi di trasporto.
Gli ostacoli principali sono i seguenti:
- Difficoltà per gli anziani: Molti cittadini rinunciano alle cure o sono costretti a rivolgersi a strutture private per sopperire alla difficoltà di spostamento.
- Aumento delle disuguaglianze: La distanza e l’impossibilità di accedere facilmente ai servizi pubblici favoriscono una crescente disparità nell’accesso alle cure.
Il Coordinamento chiede, quindi, che le prestazioni diagnostiche siano prioritariamente prenotabili nelle strutture sanitarie locali, nell’ambito del distretto sanitario della Media Valle del Tevere, con una riapertura delle agende CUP per garantire piena accessibilità alle prestazioni. Inoltre, il Coordinamento propone una maggiore integrazione con le strutture ospedaliere di Perugia e Terni, per assicurare tempi rapidi e la vicinanza ai pazienti.
Destinatari e azioni future
La richiesta è stata inviata a diverse autorità competenti, tra cui:
- Il Direttore Generale dell’ASL n.1.
- Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.
- L’Amministratore Unico dell’Azienda Punto Zero.
- La Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, Stefania Proietti.
- I sindaci dei comuni della Media Valle del Tevere, come Marsciano, Todi, San Venanzo, e altri.
Alvaro Grossi ha annunciato che la mobilitazione proseguirà finché non verranno adottati i cambiamenti richiesti. “Non possiamo accettare che i cittadini della Media Valle del Tevere siano penalizzati in questo modo. La sanità deve essere accessibile e vicina alle persone, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione”, ha affermato il portavoce.
Il contesto territoriale
L’ospedale di Pantalla è un punto centrale nel dibattito sulla riorganizzazione sanitaria. Pur essendo una struttura strategica per la zona, le sue funzioni sono state progressivamente ridotte. Nonostante le promesse fatte in precedenti incontri istituzionali, la situazione non sembra essere migliorata, anzi, le criticità sembrano intensificarsi. L’assenza di servizi sanitari locali adeguati rischia di aggravare ulteriormente le condizioni di salute di una popolazione, in gran parte anziana, che vive nella Media Valle del Tevere.
Conclusioni e prospettive future
Il Coordinamento dei Comitati per la difesa della Sanità Territoriale ha chiesto un incontro urgente con le istituzioni sanitarie umbre per risolvere le problematiche sollevate. “La salute non è negoziabile”, ha ribadito Grossi. La speranza è che le autorità rispondano prontamente, adottando soluzioni concrete per migliorare l’accesso alle cure nella Media Valle del Tevere e garantire un sistema sanitario equo per tutti.