Martina Leonardi, candidata alle Regionali Umbre per Potere al Popolo e Partito Comunista Italiano, ha criticato duramente le dichiarazioni di Proietti su diritti umani e sociali, mettendo in dubbio il ruolo della sinistra nella Regione.
“Non posso esimermi dal rispondere alla candidata Proietti,” ha esordito Martina Leonardi, candidata presidente per Potere al Popolo e Partito Comunista Italiano alle Regionali Umbre, dopo aver letto le dichiarazioni di Stefania Proietti al Fatto Quotidiano. Leonardi ha evidenziato come le parole di Proietti siano, a suo dire, prive di sostanza e non riflettano azioni concrete da parte dei partiti che la sostengono, in primis il Partito Democratico. “Le sue parole sono vuote di fronte alle azioni che il PD continua a portare avanti,” ha dichiarato.
La questione palestinese e l’inefficacia della diplomazia internazionale
Leonardi ha poi affrontato un tema centrale dell’intervista, la questione palestinese. Proietti aveva attribuito l’impasse diplomatica alla burocrazia e ai veti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Lo pensa davvero o è la classica risposta tipica di chi non vuol dire niente convincendo gli altri di aver detto tutto?” ha commentato Leonardi, sottolineando come numerose risoluzioni dell’ONU siano state bloccate dagli Stati Uniti, impedendo qualsiasi azione significativa contro Israele.
Secondo la candidata di Potere al Popolo, Israele ha sistematicamente violato le risoluzioni dell’ONU, senza mai subire sanzioni, e ha rifiutato illegalmente la presenza di osservatori internazionali, come nel caso di Jenin nel 2022. “La diplomazia internazionale e il Consiglio di Sicurezza hanno lavorato, ma le protezioni di cui gode Israele hanno reso nullo il loro lavoro, addirittura screditando la loro immagine,” ha aggiunto.
La soluzione del conflitto e il ruolo delle armi
Riguardo alla soluzione del conflitto israelo-palestinese, Leonardi ha criticato Proietti per aver sostenuto una visione ormai superata: “Se consideriamo i confini del ’48 o del ’67, potremmo definirla una soluzione, ingiusta per il popolo indigeno, ma una soluzione possibile. Ma quelli di 10 anni fa, no,” ha dichiarato. Leonardi ha esortato Proietti a considerare la situazione attuale della Cisgiordania, ampiamente occupata da colonie illegali, rendendo inaccettabile la soluzione dei due Stati.
Nonostante le divergenze, Leonardi ha apprezzato le parole di Proietti sull’eliminazione delle armi e il boicottaggio delle banche armate, invitandola a un confronto aperto: “Mi troverà al suo fianco sul disarmo, e ci troverà pronti a dialogare affinché le fabbriche di armi in Umbria vengano convertite.”
Diritti civili e transfemminismo
Sul tema dei diritti civili, Leonardi, che si definisce transfemminista, ha espresso forte preoccupazione riguardo alle dichiarazioni di Proietti sull’interruzione di gravidanza. “Perché ritiene necessaria la presenza del Servizio Sociale per le donne che decidono di procedere con un’interruzione di gravidanza?” ha chiesto Leonardi, criticando la proposta come invasiva e non necessaria. Ha inoltre sottolineato come il Servizio Sociale sia già presente in ospedali e consultori, pur essendo fortemente ridotto a causa dei tagli subiti dalle giunte del PD.
La candidata ha poi puntato il dito contro Proietti per la mancanza di sostegno alle famiglie arcobaleno: “Le Famiglie Arcobaleno vogliono avere gli stessi diritti di quelle ‘tradizionali’,” ha affermato, contestando l’uso stesso del termine “tradizionale” come concetto vuoto. “Oggi è necessario aprire a nuovi schemi di relazione e famiglia.”
Fine vita e autodeterminazione
Leonardi ha anche toccato il tema del fine vita, ribadendo l’importanza del libero arbitrio. “È necessaria una legge sul fine vita che tuteli la volontà di avere una dignità nella vita, nella malattia e nella morte,” ha dichiarato, facendo appello a una legislazione che garantisca a ciascuno il diritto di scegliere.
Appello finale alla campagna elettorale
In conclusione, Martina Leonardi ha invitato i cittadini a seguire la sua campagna elettorale e ha criticato i media per la mancanza di copertura dei movimenti politici alternativi: “Non si candidano solo due schieramenti,” ha sottolineato, richiamando l’attenzione sulla necessità di rispettare la par condicio, che entra in vigore da oggi. La sua campagna, ha affermato, si concentrerà sui diritti umani, sui temi del disarmo e sulla lotta per la giustizia sociale.