Maxi operazione antidroga: tutti i retroscena

Le indagini hanno delineato una "joint venture" criminale che vedeva la partecipazione di Amata, descritto come il corriere dei Casalesi

L’operazione condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Perugia che ha portato all’arresto di 24 persone, tra cui dieci in carcere e tre agli arresti domiciliari, ha svelato una complessa rete di narcotraffico che univa esponenti del clan camorristico dei Casalesi a trafficanti nigeriani. Al centro dell’indagine, Nicola Pezzella, 61 anni, noto come Palummiello, genero del defunto boss Carmine Schiavone e figura chiave nell’organizzazione criminale, che, uscito di prigione nel 2022, ha cercato di riorganizzare il giro di droga in Italia.

Pezzella, non trovando collaborazione tra i giovani locali, “preferivano starsene a casa a dormire”, si è rivolto a un gruppo di nigeriani per gestire l’importazione e la distribuzione di eroina dall’Olanda all’Italia, stabilendo un hub di smistamento a Perugia, in via San Giuseppe 16/A, a Monteluce. Da qui, oltre due quintali e mezzo di eroina sono stati distribuiti in varie regioni italiane, tra cui Umbria, Toscana, Marche e Campania.

Le indagini hanno delineato una “joint venture” criminale che vedeva la partecipazione di Emiliano Amata, descritto come il corriere dei Casalesi, e di Bigjoe Nwaebi, figura di spicolo tra i trafficanti nigeriani, entrambi parte di una rete che includeva fornitori esteri, principalmente basati in Olanda, e importatori italiani collegati al clan dei Casalesi.

L’ordinanza, firmata dal gip di Perugia, descrive in dettaglio la genesi e l’operatività di questa associazione per delinquere, accusata dalla procura di Perugia, evidenziando come Pezzella abbia ripreso le attività illecite nel narcotraffico subito dopo la sua liberazione e come Amata agisse come corriere per suo conto, riferendosi a lui con il nomignolo di Zio Nicola.

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Sara Ardizzone
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