Gualdo Tadino, minacce ed estorsione nei confronti di un disabile: a processo

L'accusato avrebbe inoltre esercitato pressioni continue per ottenere denaro, vantando inesistenti debiti, attraverso richieste telefoniche e messaggi vocali di tono minaccioso

A Gualdo Tadino, un processo al Tribunale penale di Perugia getta luce su un oscuro episodio di stalking che vede coinvolto un 28enne del posto. La vicenda, segnata da un’accusa grave da parte della Procura di Perugia, rivela un inquietante schema di molestie, intimidazioni e violenze nei confronti di un individuo disabile, sfruttato e terrorizzato nella propria quotidianità.

L’imputato, secondo gli atti di accusa, avrebbe sistematicamente “approfittato dello staVioto di debolezza” della vittima, un beneficiario di amministrazione di sostegno, perseguitandola con azioni che vanno ben oltre la mera invadenza. Questa condotta aggressiva include appostamenti ripetuti presso l’abitazione della persona offesa e quella della sua compagna, l’abuso di controllo sui messaggi telefonici e richieste indebite che prevedevano, tra l’altro, di farsi accompagnare in giro per il territorio di Gualdo Tadino e oltre.

L’accusato avrebbe inoltre esercitato pressioni continue per ottenere denaro, vantando inesistenti debiti, attraverso richieste telefoniche e messaggi vocali di tono minaccioso. Le intimidazioni verbali, di estrema gravità, includevano minacce di morte, violenze fisiche, e persino il rischio di denunce calunniose ai Carabinieri per fatti mai commessi, accompagnate da gesti altamente pericolosi come il puntare un coltello verso parti sensibili del corpo della vittima.

Questa situazione di terrore ha lasciato la persona offesa in uno “stato di ansia e di paura” costante, provocando crisi emotive intense e un legittimo timore per la propria sicurezza. Un episodio particolarmente violento ha visto l’imputato esigere denaro sotto la minaccia di un coltello, culminando nel danneggiamento dell’auto della vittima e un tentativo di aggressione fisica, fortunatamente fallito.

Il periodo in cui si sono svolti questi gravi episodi, tra settembre 2019 e gennaio 2022, ha segnato una fase oscura per la vittima, ma ha anche sollevato interrogativi sulla responsabilità sociale e la tutela dei più vulnerabili nella comunità di Gualdo Tadino e Bastia Umbra.

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