In Umbria cresce la percentuale di interventi chirurgici oncologici eseguiti entro 30 giorni, il termine previsto dallo standard per le prestazioni di classe A. Nei primi sette mesi del 2026 la quota ha raggiunto l’80,8%, rispetto al 56,8% registrato nello stesso periodo del 2024. Il dato evidenzia un incremento di 24 punti percentuali e riguarda le principali patologie oncologiche monitorate dalla Regione.
Migliorano i tempi per la chirurgia oncologica
La rilevazione regionale prende in considerazione gli interventi chirurgici oncologici di classe A, per i quali è previsto che l’operazione venga effettuata entro 30 giorni.
Il confronto tra i primi sette mesi del 2024 e lo stesso periodo del 2026 mostra un aumento della quota di pazienti sottoposti all’intervento entro il termine previsto.
Si passa infatti dal 56,8% al 80,8%, con una crescita di 24 punti percentuali.
Il percorso della Rete oncologica regionale
Il miglioramento viene collegato dalla Regione al lavoro sviluppato nell’ambito della ROR Umbra, la Rete oncologica regionale umbra, attraverso la collaborazione tra Regione e Aziende sanitarie.
La rilevazione evidenzia un andamento positivo per le principali patologie oncologiche inserite nel monitoraggio regionale.
Proietti: “Lavoro condiviso tra professionisti”
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha attribuito il risultato al lavoro svolto dagli operatori sanitari.
“Questi risultati sono il frutto straordinario del lavoro condiviso e della collaborazione tra tutti i professionisti sanitari, che hanno portato avanti insieme un percorso impegnativo ed efficace nell’ambito della ROR Umbra (Rete oncologica regionale umbra) fra Regione e Aziende”, ha dichiarato.
La presidente ha quindi rivolto un ringraziamento ai professionisti della sanità regionale per l’attività svolta a favore dei pazienti.
“Un sentito e doveroso ringraziamento va a tutti i professionisti della sanità umbra per il lavoro svolto e per la dedizione, la competenza e l’impegno costante che dimostrano ogni giorno al servizio dei pazienti e della comunità”.
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