ConfCom Innovazione, nasce il nuovo punto di riferimento per le imprese ICT umbre

Confcommercio Umbria crea un soggetto dedicato al digitale per aggregare competenze e accelerare la trasformazione delle pmi

Nasce ConfCom Innovazione, il nuovo soggetto promosso da Confcommercio Umbria per rappresentare le imprese del settore ICT e favorire la crescita digitale delle aziende del territorio. L’obiettivo è mettere insieme competenze, creare nuove opportunità di collaborazione e contribuire ad aumentare il livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese umbre, che secondo l’analisi presentata durante l’incontro mostrano ancora un livello di maturità digitale contenuto.

Un nuovo organismo per le imprese tecnologiche umbre

La costituzione ufficiale di ConfCom Innovazione è avvenuta a Perugia durante un incontro dedicato alle strategie e agli strumenti necessari per rendere più competitivo il settore dell’Information Technology regionale.

Il nuovo soggetto nasce all’interno di Confcommercio Umbria con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per le imprese ICT e digitali, favorendo l’aggregazione, la condivisione delle competenze e la costruzione di percorsi comuni per sostenere l’innovazione.

La nuova realtà associativa vuole accompagnare le imprese tecnologiche umbre in un mercato sempre più complesso, nel quale la collaborazione e la capacità di fare rete rappresentano elementi fondamentali per competere.

La fotografia della maturità digitale delle pmi umbre

L’incontro è partito dai risultati di una ricerca realizzata dallo SPIN-Sportello Innovazione di Confcommercio Umbria su un campione di imprese associate, con l’obiettivo di misurare il livello di maturità digitale raggiunto dalle aziende.

L’indagine ha coinvolto 140 imprese umbre, con una presenza significativa del commercio al dettaglio, che rappresenta quattro aziende su dieci del campione. La ricerca ha coinvolto anche imprese della ristorazione, dei servizi alle aziende, del food retail, della produzione, dell’agricoltura e del turismo.

L’analisi ha preso in considerazione diversi ambiti legati alla trasformazione digitale, tra cui la strategia aziendale, la preparazione tecnologica, la formazione, la gestione dei dati, la connettività, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione sostenibile.

Il livello medio complessivo di maturità digitale rilevato si è attestato al 42%. Le principali difficoltà riguardano soprattutto l’applicazione concreta delle tecnologie e l’utilizzo di strumenti avanzati come automazione e intelligenza artificiale.

La consapevolezza cresce, ma resta il problema dell’applicazione

Secondo quanto emerso dall’indagine, anche in Umbria si ripete una dinamica presente a livello nazionale: le imprese hanno acquisito maggiore consapevolezza sull’importanza del digitale, ma spesso faticano a trasformare questa attenzione in investimenti e strumenti operativi.

L’indice DESI, che misura il livello di digitalizzazione dell’economia e della società, evidenzia che in Italia meno di una piccola e media impresa su dieci raggiunge un livello di intensità digitale molto elevato. Il dato nazionale si ferma al 7,3%, contro una media europea del 9,1%.

Le richieste delle imprese per accelerare la trasformazione digitale

Dalla ricerca sono emerse anche le principali necessità delle aziende umbre.

Molte imprese chiedono strumenti più efficaci per vendere online, attraverso una comunicazione digitale integrata e piattaforme e-commerce capaci di raggiungere mercati più ampi rispetto a quelli locali.

Un altro tema riguarda l’integrazione dei sistemi aziendali, l’utilizzo strutturato dei CRM e l’adozione di soluzioni tecnologiche in grado di rendere più efficienti le attività quotidiane.

Cresce inoltre l’interesse verso la gestione dei dati e gli strumenti di analisi, considerati sempre più utili per prendere decisioni strategiche e individuare nuove opportunità di sviluppo.

Palazzetti: “Serve mettere a sistema le competenze”

Durante l’incontro il delegato per l’innovazione di Confcommercio Umbria Roberto Palazzetti ha sottolineato la necessità di creare una maggiore collaborazione tra le imprese del settore.

“A fronte di questo scenario e di un mercato sempre più complesso, frenetico ed esigente – ha sottolineato Roberto Palazzetti – per le imprese ICT umbre si pone l’esigenza di mettere a sistema le competenze, di conoscere i trend, di creare aggregazioni che le rendano più competitive e consentano loro di cogliere opportunità, perché da soli non si va da nessuna parte”.

Secondo Palazzetti, le imprese ICT possono diventare vere e proprie “fabbriche leggere di conoscenza”, capaci di contribuire anche alla crescita del territorio, favorendo la permanenza dei giovani qualificati e l’arrivo di nuovi talenti.

Il confronto sugli strumenti regionali per il digitale

Durante l’incontro è stato dedicato spazio anche alle politiche regionali a sostegno della trasformazione digitale.

Il confronto ha riguardato Agenda digitale Umbria, le procedure di gara, gli accordi quadro e gli aspetti legati alla normativa NIS2 sulla cybersicurezza.

Sono intervenuti Benedetta Cerbini, responsabile della sezione politiche per la transizione al digitale delle imprese, Giovanni Gentili, dirigente responsabile delle politiche di digitalizzazione, transizione digitale e governo dei dati, e Marco Mencacci, responsabile del servizio infrastrutture digitali e cybersicurezza.

Tra le indicazioni emerse c’è l’auspicio di un bando regionale dedicato alle imprese ICT e l’aggiornamento sul futuro sviluppo di Punto Zero, che dovrebbe trasformarsi in un polo di servizi integrato con gli enti della pubblica amministrazione regionale e in un centro di acquisto capace di aggregare la domanda locale.

Giada Cipolletta presidente di ConfCom Innovazione

Al termine dell’incontro sono stati nominati gli organi del nuovo soggetto associativo.

Alla presidenza è stata designata Giada Cipolletta, mentre il consiglio è composto da Francesco Botondi, Davide Cavalaglio, Martina Corucci, Andrea Cruciani, Alessio Fioroni, Marco Matarazzi, Roberto Palazzetti e Simone Pastorelli.

La presidente ha indicato la direzione del nuovo organismo.

“L’obiettivo della nostra associazione è crescere insieme, condividere competenze ed esperienze, proporre percorsi di formazione verticali, costruire progetti condivisi, così da essere un interlocutore autorevole per tutti i nostri stakeholder, a cominciare dalla Regione, e contribuire in modo decisivo alla innovazione delle imprese e del territorio”.

 

Redazione

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