Coldiretti Umbria torna a manifestare oggi, mercoledì 11 marzo, con una grande mobilitazione a Perugia. Centinaia di agricoltori, insieme ai loro trattori, partiranno da Piazza Partigiani alle 10, per arrivare in Piazza Italia, con l’obiettivo di portare alla Regione Umbria le istanze contenute nella Piattaforma Mobilitativa. L’appello riguarda le priorità urgenti per l’agricoltura regionale, con un focus sul reddito delle imprese e sul futuro produttivo del territorio.
La crisi dell’agricoltura umbra
Il settore agricolo regionale sta attraversando un periodo di forte difficoltà: i costi di produzione sono fuori controllo, i prezzi dei prodotti sono spesso inferiori ai costi sostenuti dalle aziende, e i ritardi nei pagamenti dei contributi e la burocrazia eccessiva stanno paralizzando il settore. Inoltre, i rischi climatici sono sempre più frequenti, mettendo a rischio centinaia di imprese agricole. Molte di queste realtà produttive sono a rischio chiusura, con gravi conseguenze sull’economia e sull’occupazione.
Le richieste di Coldiretti
Coldiretti chiede risposte concrete su semplificazione amministrativa, con procedure più snelle e tempi certi nei pagamenti. Inoltre, l’associazione sollecita l’attivazione di strumenti operativi che riducano i ritardi, oggi responsabili di bloccare gli investimenti e la liquidità aziendale. Un altro tema centrale della mobilitazione riguarda la crisi delle principali filiere regionali, come quella cerealicola, zootecnica, olivicola e vitivinicola, tutte penalizzate da prezzi insoddisfacenti e da una distribuzione squilibrata del valore.
Coldiretti evidenzia anche altre problematiche urgenti, come la gestione fuori controllo della fauna selvatica, la gestione delle risorse irrigue, e le criticità legate al gasolio agricolo, accesso al credito, gestione delle zone vulnerabili ai nitrati e al declassamento per le aree montane.
La difesa del Made in Umbria e la lotta alla speculazione
Tra le altre richieste, Coldiretti mette in evidenza la necessità di tutelare il vero Made in Umbria, chiedendo la cancellazione della regola dell’”ultima trasformazione” dal codice doganale. In aggiunta, si chiede maggiore attenzione verso la difesa delle terre agricole dalla speculazione energetica, maggiori investimenti in formazione e consulenza per le imprese agricole, e un intervento urgente sull’emergenza manodopera.