lL ministro della Giustizia Carlo Nordio ha partecipato giovedì a Perugia al convegno “Referendum Giustizia – Le ragioni del Sì”, organizzato dal Comitato nazionale per il Sì alla riforma, davanti a una platea a teatro esaurito al Teatro del Pavone. L’iniziativa, promossa per illustrare i contenuti del referendum sulla separazione delle carriere, ha visto la presenza del presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre e del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Umbria. L’elevata partecipazione ha confermato l’interesse del territorio umbro per una riforma considerata strategica per il futuro del sistema giudiziario italiano.
Al centro del dibattito, la proposta di separare nettamente la magistratura requirente da quella giudicante, introducendo due distinti Consigli superiori della magistratura, entrambi sorteggiati e composti in larga maggioranza da magistrati. “La magistratura resta un organo autonomo e indipendente da ogni altro potere”, ha dichiarato Nordio, respingendo le critiche secondo cui la riforma sottometterebbe i giudici al controllo dell’esecutivo. “È un grave errore di grammatica giuridica minima pensare che la riforma metta la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Basta leggere l’articolo 104”, ha aggiunto il Guardasigilli.
Nordio ha inquadrato la separazione delle carriere come una necessità strutturale per superare quella che ha definito “un’unione innaturale” tra pubblici ministeri e giudici, foriera di disfunzioni sistemiche. Il modello accusatorio adottato dalla riforma, ha spiegato, è già proprio di tutti i principali sistemi giudiziari liberali: “Dal Regno Unito agli Stati Uniti, dall’Australia al Sudafrica. Non c’è alcun attentato alla democrazia né alla Costituzione”. Il ministro ha inoltre ricordato come la riforma attui un’idea originaria di Giuliano Vassalli, definito “un grande eroe della resistenza”.
Sul piano del metodo, il ministro ha auspicato che il confronto referendario si svolga “in termini pacati e razionali, esclusivamente nel suo ambito naturale, cioè quello di una riforma costituzionale”. Nordio ha poi commentato il recente intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Csm, dichiarandosi d’accordo al “101 per cento” con l’esortazione a mantenere toni misurati nel dibattito pubblico. “È stata un’esortazione che ritengo anche opportuna in questo momento in cui i toni si sono scaldati al di là della ragionevolezza”, ha affermato.
Il ministro ha riconosciuto di aver utilizzato in passato espressioni altrui che hanno alimentato polemiche, chiudendo tuttavia quella fase: “Entriamo in una fase di dialogo costruttivo, che sia contenutistico”. Ha ribadito che esistono ragioni critiche nei confronti della riforma, ma che a suo avviso ne esistono di più solide a sostegno, invitando tutti gli interlocutori a confrontarsi sui contenuti del testo.
Il sottosegretario Emanuele Prisco ha sottolineato la valenza politica della serata perugina: “La grande risposta di Perugia e dell’Umbria conferma l’interesse concreto dei cittadini per la riforma”. Secondo Prisco, un sistema giudiziario “più efficiente e libero da condizionamenti ideologici significa più sicurezza, più fiducia nelle istituzioni e maggiore attrattività per il nostro sistema economico”.

