La spesa quotidiana pesa sempre di più sulle famiglie perugine. I dati provvisori relativi al mese di ottobre 2025, rilevati dalla Commissione prezzi ISTAT/Comune di Perugia, fotografano un’impennata significativa dei beni e servizi essenziali, con ripercussioni gravi su famiglie e imprese.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF), l’inflazione attuale potrebbe costare fino a 528 euro in più all’anno a una famiglia media, di cui quasi 200 euro legati solo alla spesa alimentare. Un dato allarmante, che si innesta su una tendenza già nota: dal 2019 i prezzi degli alimentari sono cresciuti del 33%, mentre una famiglia su tre ha tagliato i consumi su generi di prima necessità, secondo l’Istat.
Aumentano rinunce e strategie di risparmio: i dati parlano chiaro. Il consumo di carne e pesce è calato del 16,9%, e oltre la metà dei cittadini cerca prodotti scontati o prossimi alla scadenza, mentre l’acquisto presso i discount è aumentato del 12,1%. Segnali evidenti di una crisi che non è più solo congiunturale, ma strutturale.
Rincari diffusi: sanità, rifiuti, acqua e cultura tra i settori più colpiti
L’analisi mensile effettuata nel capoluogo umbro evidenzia aumenti generalizzati. Tra i più rilevanti:
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Alloggi +8,9%
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Fornitura acqua +7,4%
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Servizi culturali +7%
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Servizi ospedalieri privati +7,2%
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Case di cura per anziani +6,6%
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Raccolta rifiuti +6,3%
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Servizi finanziari (banche) +6,1%
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Servizi postali +5,1%
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Servizi sportivi +4,5%
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Analisi mediche +3,5%
Una tendenza che, secondo Federconsumatori, accentua le disuguaglianze sociali e mette a rischio la coesione economica e sociale, soprattutto per chi vive con redditi medio-bassi.
Le richieste: confronto con Regione e Comuni, misure contro la povertà
Alla luce della situazione, Federconsumatori Provinciale Perugia ha avanzato richieste precise: l’apertura di un tavolo di confronto con l’ANCI per discutere le tariffe comunali, anche di servizi gestiti tramite partecipate; l’avvio di un confronto strutturato con la Regione Umbria, con la convocazione della Consulta regionale, da tempo sollecitata ma ancora in attesa di risposta.
L’associazione rilancia anche la proposta di misure strutturali a livello nazionale, tra cui la rimodulazione dell’IVA sui generi di largo consumo, con risparmi stimati oltre i 500 euro annui per famiglia, un fondo nazionale contro la povertà energetica e alimentare, stanziamenti aggiuntivi per la sanità pubblica e il diritto allo studio, una riforma fiscale equa, con il recupero del “fiscal drag” per lavoratori e pensionati e azioni di contrasto alla speculazione lungo le filiere produttive.
La risposta del Comune: “meno tasse, più servizi”
Non si è fatta attendere la reazione del Comune di Perugia. Il capogruppo di “Pensa Perugia” Lorenzo Mazzanti, in una nota ufficiale, ha sottolineato che l’amministrazione è consapevole delle difficoltà segnalate da Federconsumatori e ha già messo in campo una serie di interventi concreti.
In particolare, il Comune sta lavorando a una riforma delle soglie ISEE per l’esenzione e le agevolazioni sulla TARI e sull’addizionale comunale IRPEF. Tra le novità in discussione:
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Esenzione TARI totale fino a 9.000 euro di ISEE
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Contributo TARI del 50% fino a 10.500 euro
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Ulteriori riduzioni per ISEE fino a 21.500 euro con famiglie numerose
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Aumento soglia di esenzione IRPEF comunale da 12.500 a 18.000 euro
Si prevede inoltre una campagna sul compostaggio domestico in collaborazione con Gesenu S.p.A., con riduzioni sulla quota variabile della TARI, e l’aumento del fondo per il salario accessorio del personale comunale a 400.000 euro annui dal 2025.
“Siamo dalla parte dei cittadini – ha dichiarato Mazzanti –. Riduciamo la pressione fiscale senza compromettere i servizi pubblici e rafforziamo le tutele per le famiglie più fragili.”