Assisi, festa di San Francesco con Meloni e Giuli: nel 2026 ostensione delle spoglie

L’Umbria accoglie pellegrini, autorità e delegazioni per la festa del 4 ottobre: torna la festività nazionale dal 2026

arà una celebrazione solenne e altamente simbolica quella che il 4 ottobre riporterà Assisi al centro dell’Italia, spiritualmente e istituzionalmente. In occasione della festa di San Francesco, Patrono d’Italia, la città accoglierà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, oltre a migliaia di pellegrini e rappresentanti delle istituzioni. L’Abruzzo, quest’anno, ha l’onore di offrire l’olio che alimenta la Lampada votiva dei Comuni d’Italia, accesa sulla Tomba del Santo.

Le celebrazioni arrivano a pochi giorni dall’approvazione definitiva della legge che dal 2026 reintroduce il 4 ottobre come festa nazionale, un provvedimento atteso da decenni e accolto con entusiasmo da cittadini e amministratori. “Il sostegno bipartisan e pressoché unanime alla proposta è un segnale importante dell’unità che si ritrova in politica attorno a una delle figure più rappresentative dell’identità nazionale”, ha dichiarato la premier Meloni, sottolineando il valore universale del messaggio francescano.

Un programma solenne tra fede, cultura e istituzioni

La giornata si aprirà alle 10.00 con la celebrazione eucaristica nella Basilica Superiore di San Francesco, trasmessa in diretta su Rai1, presieduta da monsignor Camillo Cibotti, con la partecipazione del cardinale Angel Fernandez Artime e di alti rappresentanti ecclesiastici delle Famiglie Francescane.

Subito dopo, alle 11.30 dalla loggia del Sacro Convento, sarà il momento dei messaggi istituzionali, preceduti dagli interventi del ministro generale dei frati minori conventuali, fra Carlos Alberto Trovarelli, e del ministro della Cultura.

A rappresentare l’Abruzzo — regione protagonista dell’offerta dell’olio — saranno il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che accenderà la Lampada votiva, l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo e circa 80 sindaci abruzzesi, riuniti in un gesto di comunione e memoria. “Le nostre terre sono simili, anche nei momenti difficili. Ma condividono speranza e determinazione”, ha detto la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, incontrando le delegazioni abruzzesi alla Domus Pacis.

Verso il 2026: l’ostensione delle spoglie e l’Anno Francescano

L’attesa si proietta già verso il 2026, anno in cui si celebrerà l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Per l’occasione, è prevista una straordinaria ostensione delle sue spoglie mortali ad Assisi, come annunciato dal custode del Sacro Convento, frate Marco Moroni, durante la conferenza “San Francesco, un’esplosione di vita”.

“Attraverso le sue spoglie vogliamo trasmettere la bellezza della vita. L’Italia ha avuto un grande giovamento dal suo carisma, che è a disposizione di tutti, non solo dei frati”, ha dichiarato Moroni. Per gestire al meglio l’afflusso, sarà attivo dal 4 ottobre il sito sanfrancescovive.org, dove sarà possibile prenotarsi per accedere all’itinerario che conduce alla tomba del Santo.

“La pace si costruisce ogni giorno”

Alla vigilia delle celebrazioni, numerosi rappresentanti delle istituzioni hanno ribadito l’importanza del messaggio francescano di pace, fratellanza e ascolto. “San Francesco è un messaggero universale. La sua eredità ci ricorda che la pace non è una conquista definitiva, ma un cammino quotidiano”, ha affermato Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. E ha aggiunto: “Dalla nostra terra partì nel 1961 la Marcia della Pace Perugia-Assisi: un’eredità che non va solo celebrata, ma costruita con gesti concreti e quotidiani”.

Il sottosegretario Emanuele Prisco, presente ad Assisi per i Primi Vespri, ha sottolineato come la reintroduzione della festività del 4 ottobre “rappresenti un riconoscimento concreto del messaggio di speranza che San Francesco continua a trasmettere anche oggi”.

Un segnale per l’Italia intera

In un contesto globale segnato da guerre e conflitti, il francescanesimo torna a offrire parole di pace, ascolto e rispetto per il Creato, valori che la politica italiana ha voluto riconoscere e rilanciare. “Il fatto che San Francesco torni festa nazionale deve diventare non solo un giorno di vacanza, ma un’occasione per rifondare elementi di pace, solidarietà e dialogo”, ha concluso frate Moroni.

Le celebrazioni di Assisi, dunque, non saranno solo un momento di raccoglimento e tradizione, ma anche un segnale di unità e visione per l’Italia, nel nome del suo Santo più amato.

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