La prima misurazione dell’impatto della Zona rossa di Fontivegge conferma un calo dei reati e un aumento della percezione di sicurezza nell’area della stazione. I dati diffusi dalla Prefettura di Perugia al termine dei tre mesi di sorveglianza rafforzata (16 giugno – 15 settembre) mostrano risultati definiti “significativi”.
In totale sono state identificate e controllate 3.638 persone, di cui 1.444 straniere: tra queste, sei risultavano irregolari. L’attività ha portato a 68 denunce, 12 arresti o fermi di polizia giudiziaria, oltre a 20 ordini di allontanamento (sette a cittadini stranieri).
I controlli hanno riguardato anche la viabilità: 1.354 veicoli verificati, con cinque sequestri amministrativi, 25 violazioni al codice della strada contestate e cinque patenti ritirate. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 66 grammi di stupefacenti e due armi.
Secondo la Prefettura, l’attività coordinata delle forze di polizia e della polizia locale ha determinato una riduzione dei reati non solo a Fontivegge ma in tutta la città, grazie a servizi costanti di presidio del territorio. È stata inoltre decisa la prosecuzione dei controlli straordinari, soprattutto nei fine settimana, per consolidare i risultati ottenuti.
La sindaca Vittoria Ferdinandi ha parlato di “effetto deterrente evidente”, ma ha ribadito che la vera risposta alla sicurezza “passa da un’azione quotidiana, coordinata e diffusa”. La prima cittadina ha ricordato anche lo stanziamento di nuovi fondi per la prevenzione approvato con la recente variazione di bilancio.
Il consigliere delegato alla Sicurezza Antonio Donato ha posto l’accento sul lavoro degli “informatori civici” e sull’impegno dell’amministrazione nel rispondere prontamente alle segnalazioni dei cittadini, oltre ad intensificare i controlli sugli immobili per contrastare le occupazioni abusive e migliorare il decoro urbano.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, che ha ringraziato forze di polizia, Prefettura e Procura per “aver riportato maggiore serenità ai cittadini”. Prisco ha però evidenziato la necessità di affiancare all’azione repressiva misure di carattere territoriale, come controlli sugli immobili, norme più stringenti per la chiusura dei locali a rischio, interventi di riqualificazione urbana e sociale e politiche contro dipendenze e degrado.