La stagione cerealicola del 2025 in Umbria si chiude con un quadro in chiaroscuro. Se da un lato la produzione di grano, sia duro che tenero, ha registrato una crescita significativa con raccolti abbondanti e di ottima qualità, dall’altro lato i prezzi stanno subendo un drastico calo che penalizza fortemente gli agricoltori.
Un’annata da record, ma con scarsa redditività
Secondo i dati forniti dalla Camera di commercio dell’Umbria, la produzione di grano duro ha raggiunto le 100mila tonnellate, segnando un aumento del 25% rispetto al 2014 e rappresentando il 2,3% del totale nazionale. Anche il raccolto di grano tenero è in crescita, sebbene in maniera meno marcata.
A fronte di questi numeri positivi, il mercato ha reagito in modo inaspettato. I prezzi, in particolare quelli del grano duro, sono in caduta libera. Giuseppe Diano, presidente della Borsa Merci di Perugia, ha confermato che le quotazioni saranno riviste al ribasso già nella prossima riunione. “La situazione è davvero difficile sia per i produttori che per gli intermediari,” ha dichiarato Diano.
Il contesto internazionale aggrava la crisi
A incidere ulteriormente sul mercato locale è l’arrivo in Italia di grandi quantitativi di grano da Paesi come il Canada e la Francia, che quest’anno hanno avuto raccolti eccezionalmente abbondanti a prezzi contenuti. Cesare Manganelli, membro della Borsa Merci, ha evidenziato anche l’impatto delle produzioni record in Russia, che stanno saturando il mercato africano e rendendo la concorrenza ancora più agguerrita.
La Borsa Merci di Perugia, punto di riferimento per le quotazioni locali, ha registrato prezzi del grano duro di migliore qualità a 264 euro a tonnellata, con una contrazione del 28,2% rispetto al 2023. Un calo altrettanto significativo si riscontra per il grano tenero, che, pur avendo un leggero aumento rispetto al 2024, segna un arretramento del 6,8% in confronto al 2023.
Qualità umbra, una sfida per la redditività
Nonostante la qualità del grano umbro sia stata giudicata “davvero buona”, come ha confermato l’agronomo Francesco Martella, le dinamiche di prezzo globali rischiano di compromettere la redditività delle aziende agricole locali. Mentre l’Umbria dimostra di poter competere con quantità e qualità, la sfida più grande rimane quella di riuscire a trasformare questi eccellenti risultati in un reddito stabile e dignitoso per chi lavora la terra.