“Il sindacato non può più limitarsi ad aspettare denunce e istanze: deve tornare nei luoghi di lavoro, nei territori, tra le persone”. È il messaggio forte e chiaro lanciato da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel suo intervento ad Assisi, durante il congresso della Rete Auser, l’associazione che promuove l’invecchiamento attivo e la cittadinanza solidale.
Per Landini, la mobilitazione condotta nei mesi scorsi per il referendum ha dimostrato che milioni di persone vogliono partecipare e cambiare, a conferma che esiste una volontà diffusa di protagonismo sociale. Tuttavia, ha sottolineato, il rischio è quello della solitudine, una condizione crescente che colpisce in particolare i più fragili, gli anziani e i giovani, e che può compromettere la funzione stessa della rappresentanza sindacale.
Contro l’isolamento: il sindacato come comunità solidale
“Quando le persone restano sole, è finita la partita della rappresentanza”, ha detto il leader sindacale, indicando nella giustizia sociale e nella solidarietà i due pilastri su cui costruire l’azione futura. Non basta più raccogliere proteste e lamentele, ha aggiunto, serve essere presenti nei contesti reali, parlare con i giovani, costruire insieme a loro nuove forme di partecipazione e tutela.
Dal referendum alla rigenerazione del sindacato
Il segretario della Cgil ha richiamato l’impegno sui referendum come esempio di una partecipazione civica viva e concreta, che ha reso visibile una domanda collettiva di cambiamento e giustizia. Tuttavia, ha avvertito, “non si può più tornare indietro”. Il percorso avviato deve proseguire, trasformando il sindacato in un soggetto attivo nei territori, capace di promuovere iniziative, formare alleanze, ascoltare i bisogni e proporre soluzioni.
La sfida, secondo Landini, è rendere il sindacato uno spazio di protagonismo democratico, capace di dare risposte non solo ai lavoratori tradizionali ma anche a nuove categorie sociali, spesso escluse dalle tutele esistenti.