“Sto peggiorando sempre di più”, scrive Laura Santi, 46 anni, giornalista perugina affetta da una sclerosi multipla progressiva e avanzata, in un accorato messaggio affidato all’associazione Luca Coscioni. “Ho bisogno di morire presto”, aggiunge, annunciando di aver avviato l’iter per accedere al suicidio assistito, ancora bloccato a causa dell’inerzia delle istituzioni sanitarie umbre.
“Ho quindi preso contatto con un’organizzazione che si occupa di fornire l’aiuto alla morte volontaria in Svizzera”, spiega Laura, che da mesi attende l’approvazione di un protocollo farmacologico per poter esercitare in Italia un diritto già sancito dalla Corte costituzionale e supportato da una verifica medica. Le sue parole sono un atto di denuncia e, al contempo, un appello pubblico a sbloccare una situazione che definisce “un calvario burocratico che si aggiunge alla malattia”.
Nonostante le difficoltà fisiche, Laura racconta di aver risolto le sue esigenze assistenziali. “Ho trovato persone validissime che mi assistono”, precisa, smentendo l’ipotesi che la sua scelta sia dettata da carenze di supporto. “Non è questo il motivo della mia scelta. Il motivo è solo il corpo. Tutte le sere il corpo mi parla e mi dice che è ora”.
La testimonianza prosegue con un racconto crudo e dettagliato del quotidiano dolore: “Le giornate stanno diventando sempre più una tortura”, scrive. Il caldo, i dolori in continuo aumento, la paralisi, la fatica neurologica e l’impossibilità di partecipare alla vita sociale sono, per Laura, sintomi di un’esistenza ormai svuotata, un peso insostenibile che mina ogni residua dignità.
Il viaggio verso la Svizzera rappresenta, per la donna, un’ultima e forzata alternativa, da affrontare “in un Paese straniero con persone estranee” per poter finalmente ottenere quel diritto che in Italia le è stato riconosciuto, ma che nella pratica le viene negato. “Dallo scorso novembre ho il diritto di morire qui”, sottolinea, “ma l’ostruzionismo della Regione Umbria mi costringe a una scelta estrema”.
Il suo appello si rivolge alle istituzioni, ai cittadini, ai media: “Mi manca un tanto così. È da dicembre che attendo. Conto sul vostro aiuto per ottenere quello che mi spetta. Continuerò a battermi fino all’ultimo giorno utile, fino a quando non partirò per la Svizzera”.
La replica di Usl Umbria 1
In una nota, Usl Umbria 1 sottolinea “il proprio impegno a garantire il massimo rispetto dei diritti delle persone, assicurando un accompagnamento fondato su umanità, ascolto e rigore istituzionale, assicurando “attenziione e vicinanza umana” a Laura Santi
“In attuazione dell’ordinanza del 7 luglio del 2023 – dice l’azienda ospedaliera la Usl Umbria 1 ha avviato il percorso di valutazione del protocollo presentato dalla stessa Santi che è attualmente oggetto di esame da parte di un gruppo multidisciplinare, che si esprimerà formalmente nella seduta già fissata per il prossimo 15 maggio.La Regione Umbria, insieme al proprio sistema sanitario, continuerà a operare con umanità, serietà, responsabilità e trasparenza, nella piena consapevolezza dell’impatto umano, etico e giuridico che questi temi comportano. Alle persone che si trovano in condizioni di estrema sofferenza va tutta l’attenzione e la vicinanza istituzionale e personale”
Una risposta