Umbria, nuovi percorsi oncologici per ovaio utero pancreas e stomaco

Nuovi Ppdta oncologici in Umbria per ovaio, utero, pancreas e stomaco: oltre cento specialisti lavorano alla nuova rete di cura.

La Regione Umbria ha avviato mercoledì 23 e giovedì 24 i lavori per la definizione di quattro nuovi Percorsi preventivo diagnostico terapeutico assistenziali (Ppdta) dedicati ai tumori dell’ovaio, dell’utero, del pancreas e dello stomaco. L’iniziativa, promossa dalla direzione Salute e welfare della Regione Umbria, amplia il modello della Rete oncologica regionale umbra (Ror-U) già operativo per le neoplasie di mammella, colon-retto, polmone e prostata.

Il progetto punta a rafforzare la presa in carico dei pazienti attraverso un’organizzazione condivisa tra le strutture sanitarie regionali. Oltre cento professionisti della sanità umbra saranno coinvolti nella costruzione dei nuovi percorsi assistenziali, con l’obiettivo di definire modalità di cura uniformi e garantire un accompagnamento completo durante tutte le fasi della malattia.

I nuovi Ppdta comprenderanno attività di prevenzione, diagnosi precoce quando prevista, trattamento terapeutico, assistenza continuativa e monitoraggio successivo alle cure.

Una rete oncologica regionale più integrata

La nuova fase di sviluppo della Ror-U nasce dalla volontà di creare un sistema sempre più coordinato tra ospedali e servizi territoriali, superando la frammentazione delle prestazioni e favorendo una maggiore vicinanza ai cittadini.

Il modello prevede che i pazienti con tumori dell’ovaio, dell’utero, del pancreas e dello stomaco possano accedere agli stessi strumenti già disponibili per le altre patologie oncologiche inserite nella rete regionale.

Tra questi ci sono i Gruppi oncologici multidisciplinari (Gom), composti da specialisti di diverse discipline che valutano collegialmente ogni singolo caso clinico per individuare il percorso terapeutico più adeguato.

Un ruolo centrale sarà svolto anche dal Punto di orientamento e di ascolto locale oncologico (Polo), considerato la porta d’accesso per l’accoglienza e l’orientamento del paziente, e dal Codice identificativo di percorso (Cip), uno strumento che consente di seguire l’intero iter sanitario e monitorare tempi e passaggi assistenziali.

Oltre cento professionisti coinvolti nel nuovo progetto

La realizzazione dei nuovi percorsi vedrà il coinvolgimento di specialisti appartenenti alle quattro aziende sanitarie umbre. I gruppi di lavoro multidisciplinari avranno il compito di definire procedure comuni per assicurare standard assistenziali omogenei su tutto il territorio regionale.

L’obiettivo è offrire ai pazienti un sistema nel quale diagnosi, terapie e controlli successivi siano organizzati attraverso una rete coordinata, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione.

“Siamo al fianco di ogni paziente per garantire che nessuno venga lasciato indietro e che tutti possano accedere a cure tempestive e di alta qualità – sottolinea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti –. La sfida fondamentale è fare rete su tutto il territorio regionale, valorizzando la collaborazione tra i nostri centri d’eccellenza, gli ospedali e la sanità di territorio per costruire una comunità di cura unita, equa e vicina alle persone”.

L’obiettivo: cure personalizzate e vicine ai cittadini

Secondo la Regione Umbria, l’estensione della rete oncologica rappresenta un ulteriore passo verso un sistema sanitario basato sulla collaborazione tra diverse professionalità e strutture.

I nuovi percorsi dedicati alle quattro patologie si aggiungeranno a quelli già attivi per mammella, colon-retto, polmone e prostata, integrando l’esperienza maturata dagli operatori sanitari negli ultimi anni.

“Con l’attivazione di questi quattro ulteriori percorsi di cura compiamo un progresso fondamentale nell’organizzazione dell’offerta oncologica regionale – dichiara la direttrice regionale alla Salute e welfare, Daniela Donetti –. I percorsi dedicati a ovaio, utero, pancreas e stomaco si affiancano a quelli già operativi dedicati a mammella, colon-retto, polmone e prostata, integrando appieno l’esperienza e la professionalità dei nostri operatori”.

La direttrice ha inoltre evidenziato come il paziente resti al centro del modello organizzativo, con l’obiettivo di garantire un percorso chiaro fin dal primo sospetto diagnostico.

“Il nostro obiettivo centrale resta la persona: vogliamo che ogni paziente umbro, fin dal primo sospetto diagnostico, si senta accolto, ascoltato e guidato lungo un cammino di cura chiaro, tempestivo e strutturato sulle sue specifiche esigenze, grazie al lavoro di squadra e alla sinergia tra i nostri ospedali e i servizi del territorio”.

Una sanità oncologica sempre più coordinata

Con l’introduzione dei nuovi Ppdta, la Regione Umbria punta a consolidare un’organizzazione capace di garantire equità di accesso alle cure oncologiche, indipendentemente dal luogo di residenza del paziente.

La collaborazione tra aziende sanitarie, ospedali e servizi territoriali diventa quindi lo strumento principale per migliorare la continuità assistenziale e offrire percorsi personalizzati, dalla diagnosi fino al follow-up.

Redazione

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