Terra Madre, l’Umbria porta a Torino biodiversità e qualità delle produzioni

Meloni: “Vogliamo trasformare il valore delle nostre produzioni in reddito per le imprese e opportunità per le aree interne”

L’Umbria protagonista a Terra Madre Salone del Gusto di Torino con un percorso dedicato alla biodiversità, ai prodotti locali e ai modelli di sviluppo legati alle comunità rurali. L’assessore regionale con delega ad Agricoltura, Turismo e Aree interne, Simona Meloni, ha sottolineato il valore delle produzioni umbre e la necessità di trasformare la qualità agricola in opportunità economiche per imprese e territori.

L’Umbria al Salone del Gusto con Slow Food

La Regione Umbria ha partecipato a Terra Madre Salone del Gusto di Torino insieme a Slow Food, con il supporto del Parco 3A e della Camera di Commercio dell’Umbria.

L’obiettivo della presenza regionale è stato quello di raccontare un modello basato sulla tutela della biodiversità, sulla valorizzazione delle produzioni agricole e sul legame tra cibo, paesaggio e cultura.

“Difendere la biodiversità significa dare valore al lavoro degli agricoltori e futuro alle nostre comunità”, ha dichiarato l’assessore Simona Meloni durante l’apertura della seconda giornata del Salone del Gusto.

Agricoltura e aree interne al centro della strategia

Secondo Meloni, il lavoro degli agricoltori custodi e dei Presìdi Slow Food rappresenta un elemento fondamentale per mantenere vivo il patrimonio agricolo e culturale dell’Umbria.

“Agricoltori custodi e presìdi mantengono vivo un patrimonio che lega cibo, paesaggio e saperi, alla base anche di un turismo autentico e sostenibile”, ha spiegato l’assessore.

La Regione ha collegato questa visione anche all’anno del centenario francescano, presentando a Torino un’Umbria che considera la cura della terra una scelta concreta di sviluppo.

Formaggi, politiche alimentari e cooperazione

La giornata inaugurale dedicata all’Umbria ha ospitato diversi momenti di approfondimento.

Con la Camera di Commercio dell’Umbria, una degustazione guidata da Onaf Perugia ha valorizzato il progetto dedicato ai formaggi umbri, nato dalla collaborazione con Slow Food Umbria.

Un altro momento di confronto ha riguardato le politiche alimentari delle città contemporanee, con la partecipazione dell’assessore del Comune di Perugia David Grohmann e un approfondimento sui modelli di solidarietà e cooperazione rappresentati da Birà Food Coop.

Biodiversità e Presìdi Slow Food umbri

Con il Parco Tecnologico Alimentare 3A dell’Umbria è stata avviata una rassegna dedicata alla biodiversità regionale.

Tra i casi presentati anche quello della capra facciuta nel contesto delle terre alte della Valnerina, esempio di valorizzazione delle razze locali e del patrimonio agricolo delle aree interne.

Grande interesse hanno suscitato anche le storie di due Presìdi Slow Food umbri.

La Lumachella Orvietana e il Vino Santo da uve affumicate

La Lumachella Orvietana è stata raccontata da Adio Provvedi, oste dell’Alleanza Slow Food e anima dell’Hosteria di Villalba nella Selva di Meana, tra Orvieto e Allerona.

Il prodotto è stato presentato come espressione della storia della cucina rurale e della tradizione delle comunità locali.

Spazio anche al Vino Santo da uve affumicate, Presidio Slow Food dell’Alta Umbria.

Il percorso di recupero e valorizzazione del prodotto è stato illustrato da Claudio Ceccarelli e Sergio Consigli del Consorzio dei produttori, che hanno raccontato una storia di rilancio di un’eccellenza oggi apprezzata anche a livello internazionale.

Un progetto tra istituzioni e territorio

La seconda giornata di Terra Madre si è conclusa con una degustazione dedicata a sei Presìdi Slow Food dell’Umbria.

All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale Simona Meloni, il direttore della Camera di Commercio dell’Umbria Federico Sisti e l’amministratore del Parco Tecnologico 3A Davis Cruciani.

Meloni è stata inoltre protagonista del panel nazionale dedicato al Mercato Italiano dei Borghi, promosso da Slow Food e dall’Associazione Borghi più belli d’Italia.

Slow Food: “La biodiversità genera valore”

La presidente regionale di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà, ha evidenziato il valore del recupero del patrimonio agricolo regionale.

“Il recupero di questo patrimonio inestimabile, testimoniato dall’Atlante dell’Arca del Gusto, edito da Slow Food – ha sottolineato Cannistrà – dimostra come la cura per la natura e la memoria agricola non siano solo un dovere verso l’ambiente, ma una realtà viva, capace di generare valore economico, culturale e un profondo senso d’identità per le nostre comunità e per i territori”.

Secondo Cannistrà, la collaborazione tra Regione Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria e Parco 3A punta a costruire un progetto ispirato ai valori della sostenibilità e della memoria francescana.

L’Umbria del Cantico a Torino

La presenza umbra a Terra Madre ha cercato di rappresentare il legame tra ambiente, tradizioni e identità.

Il riferimento al Cantico delle Creature di San Francesco è stato utilizzato come elemento simbolico per raccontare un territorio che conserva paesaggi, valori e pratiche legate alla cura della terra.

L’Umbria presentata a Torino punta quindi a un modello di sviluppo nel quale biodiversità, agricoltura e comunità locali diventano elementi centrali per il futuro dei territori.

 

Redazione

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