Il coordinamento regionale giovani della Cisl Umbria è stato ufficialmente costituito venerdì 20 marzo 2026 a Città di Castello, nel corso di un Consiglio Generale straordinario ospitato dalla Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini. L’evento ha visto la partecipazione eccezionale della segretaria generale Cisl nazionale Daniela Fumarola, prima volta in assoluto di un segretario generale confederale a un consiglio generale nel capoluogo altotiberino. La scelta della sede non è stata casuale: la storica istituzione formativa, fondata oltre 117 anni fa e co-gestita dai comuni di Città di Castello e San Giustino, rappresenta simbolicamente il punto di incontro tra formazione professionale e mercato del lavoro.
Una struttura per dare voce ai giovani lavoratori
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, che ha illustrato le ragioni strategiche alla base della nuova struttura. «È da tempo che ci stiamo lavorando», ha dichiarato Manzotti, sottolineando la necessità di creare «una struttura di raccordo propositiva per tutte le categorie, per approcciarsi a un mercato del lavoro in forte e costante cambiamento». Tra le sfide richiamate, quella dell’intelligenza artificiale, definita impensabile fino a pochi anni fa, e la necessità che i cambiamenti «vengano guidati e non subiti attraverso lo studio, l’approfondimento, idee e partecipazione».
Il sindaco di Città di Castello Luca Secondi ha portato il saluto istituzionale, rimarcando il valore simbolico della sede scelta e ringraziando il sindacato per il «lavoro quotidiano svolto in sinergia con le istituzioni». Il coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia ha presieduto l’assise, accogliendo la delegazione sindacale e istituzionale che, prima dell’inizio dei lavori, ha visitato le aule e i laboratori della Bufalini.
Fumarola: “L’Umbria perde giovani, perde futuro”
Il momento più atteso è stato l’intervento conclusivo della segretaria generale Cisl Daniela Fumarola, che ha tracciato un quadro lucido e preoccupante della situazione economica regionale. «L’Umbria è una regione con una storia produttiva importante», ha esordito Fumarola, riconoscendo il valore del tessuto di piccole e medie imprese e delle tradizioni manifatturiere. Tuttavia, ha sottolineato, «negli ultimi anni la regione ha registrato performance peggiori rispetto alla media delle regioni del Centro Italia».
Tra i nodi strutturali evidenziati: la produttività in flessione, le difficoltà di accesso al credito, i costi energetici crescenti e un sistema produttivo che «fatica a innovare». Sul fronte dei giovani e fuga di cervelli, il messaggio è stato diretto: «Quando un territorio perde giovani non perde solo persone: perde energie, perde innovazione, perde futuro».
. “Noi dobbiamo poter dare a loro la possibilità di entrare nel mercato del lavoro – ha proseguito- e, pensando alle donne, di poterci rimanere e non avere l’assillo della gestione della famiglia, dei tempi di vita e tempi appunto di lavoro. Quindi più servizi, più congedi, più possibilità di conciliare nella famiglia il lavoro e la genitorialità”. “Allo stesso tempo – ha sostenuto Fumarola – abbiamo il dovere di dare strumenti ai ragazzi che cercano lavoro e, in tanti casi, non lo trovano perché mancano di competenze. E quindi intervenire sulla formazione è straordinariamente importante. Noi lo abbiamo detto nel tempo, il vero articolo 18 è la formazione”. Per la segretaria bisogna avere la “capacità di investire in ogni contesto, perché i ragazzi, le donne, ma anche i lavoratori che sono già inseriti nel mercato del lavoro, devono poter avere la possibilità di una riqualificazione”. “Se pensiamo all’innovazione che arriva con l’intelligenza artificiale, c’è il rischio che alcune mansioni possano essere superate, ma dobbiamo dare la possibilità a quelle persone di riqualificarsi e restare nel mercato del lavoro
ZES e PNRR: opportunità da non sprecare
Ampio spazio è stato dedicato alla Zona Economica Speciale (ZES), il riconoscimento recentemente esteso all’Umbria. Fumarola ha confermato il sostegno della Cisl fin dall’inizio, citando i dati positivi della ZES Unica nel Mezzogiorno come prova della validità del modello. Tuttavia ha messo in guardia da letture semplicistiche: «La ZES è uno strumento, non una bacchetta magica». Perché produca effetti strutturali, ha spiegato, «deve essere integrata in una strategia più ampia: fondi di coesione, programmazione europea, politica industriale», capace di generare «filiere produttive solide e lavoro stabile e di qualità. Non solo agevolazioni fiscali a tempo».
Uguale attenzione è stata dedicata alla fase post-PNRR. Il piano, pur avendo «accelerato investimenti, aperto cantieri, messo risorse in movimento», è «temporaneo per definizione». Senza una strategia di investimento stabile che garantisca continuità, ha avvertito Fumarola, «rischiamo uno stop-and-go che lascia incompiute le opere, spezza le filiere e crea nuova sfiducia».
Il patto sociale come metodo di governo
La proposta centrale avanzata dalla segretaria nazionale è quella di un patto sociale per lo sviluppo, il lavoro e la coesione. Non un tavolo occasionale, bensì «un metodo stabile di dialogo tra istituzioni, imprese e parti sociali», capace di affrontare i nodi di fondo: «salari, politica industriale, formazione, welfare e qualità del lavoro». A livello regionale, questo si traduce nell’urgenza di avviare «un confronto tra istituzioni, parti datoriali e sindacati» per affrontare priorità concrete quali «il lavoro dignitoso, la riduzione delle disuguaglianze, la gestione delle crisi aziendali in un’ottica coordinata e non emergenziale».
Fumarola sul decreto carburanti
“Abbiamo apprezzato il ‘Decreto carburanti’ proprio perché c’era bisogno di un intervento urgente, perché la situazione credo che sia evidente e sotto gli occhi di tutti.Riteniamo però che bisogna assolutamente immaginare un secondo tempo, che non può essere molto distante dal primo”, ha sottolineato Daniela Fumarola parlando anche del recente provvedimento del Governo.
Temiamo ulteriori difficoltà che possano in qualche modo generare dei problemi non solo alle famiglie, alle persone, ma anche al sistema delle imprese” ha aggiunto.
“Problematiche – ha sottolineato Fumarola – che vanno affrontate in maniera più strutturale. Noi pensiamo che ci sia la necessità di lavorare su una politica dei redditi che tenga conto di verificare i prezzi e le tariffe, verificare che non ci siano speculazioni, perché purtroppo in queste condizioni, chi paga il prezzo più alto sono le famiglie, i lavoratori e le imprese. Anche nei confronti delle imprese bisogna premiare quelle che non licenziano nonostante le difficoltà e quelle che esercitano responsabilità sociale”.