La Caritas della diocesi di Perugia-Città della Pieve ha lanciato un allarme sulla crescente emergenza abitativa che interessa il territorio umbro: sono 1.500 i nuclei familiari che nel 2026 faticano a sostenere le spese ordinarie legate alla casa, dalle utenze domestiche agli affitti fino alle rate del mutuo. A denunciare la gravità della situazione è il direttore diocesano don Marco Briziarelli, sottolineando come i numeri siano in costante aumento rispetto agli anni precedenti.
L’organizzazione ecclesiale segue complessivamente più di 3.800 famiglie, corrispondenti a circa 13.500 persone, con un impegno economico che supera i 2 milioni di euro annui destinati al servizio ai poveri. Nel contesto di questo ampio fronte di intervento, la crisi della casa emerge come la “più grande emergenza del momento”, secondo le parole dello stesso don Briziarelli.
Cosa si intende per emergenza abitativa
Un elemento centrale nella lettura dei dati forniti dalla Caritas riguarda la definizione stessa di emergenza abitativa. Non si tratta necessariamente di famiglie senza tetto, bensì di nuclei che si trovano in seria difficoltà nella gestione ordinaria dell’abitazione. Come spiega don Briziarelli: “Quest’emergenza non significa aver perso la casa, ma essere anche nella seria difficoltà a gestirla fin dal pagare le utenze domestiche, l’affitto, il mutuo. È un momento molto delicato e complesso per tante famiglie del nostro territorio”.
Tra le richieste più frequenti che giungono agli sportelli Caritas figurano la ricerca di affitti a canone calmierato e l’accoglienza presso strutture dedicate, in particolare il Villaggio “Sorella Provvidenza” di Perugia e le altre strutture presenti nel territorio diocesano.
Nessuno è al riparo dalla povertà
Uno degli aspetti più significativi evidenziati dal direttore della Caritas riguarda il profilo dei nuovi poveri: persone e famiglie che fino a poco tempo fa non avevano mai avuto bisogno di rivolgersi ai servizi caritativi. “Nessuno può sentirsi più al sicuro dalla povertà”, avverte don Briziarelli, fotografando una vulnerabilità sociale sempre più trasversale che colpisce fasce di popolazione tradizionalmente considerate stabili.
Questo cambiamento nel profilo dei beneficiari riflette una tendenza nazionale, in cui la crisi del costo della vita — trainata dall’aumento delle bollette energetiche, dalla pressione degli affitti e dall’instabilità lavorativa — erode progressivamente la tenuta economica dei ceti medi e medio-bassi.
La “Quaresima di Carità 2026” dedicata all’abitare
In risposta a questo scenario, la Chiesa perugino-pievese ha scelto di dedicare la “Quaresima di Carità 2026” proprio alle famiglie in difficoltà abitativa. L’iniziativa si rivolge alle comunità parrocchiali e all’intera società civile, con un invito esplicito a una maggiore attenzione alle opere di carità.
Il momento centrale della campagna è fissato per il 15 marzo 2026, quarta domenica di Quaresima, giornata in cui è prevista una raccolta fondi straordinaria a sostegno dell’emergenza abitativa. L’obiettivo è mobilitare risorse concrete per accompagnare le famiglie che si trovano in una condizione di fragilità crescente, spesso silenziosa e poco visibile all’esterno.
Il ruolo della Caritas diocesana
La Caritas di Perugia-Città della Pieve rappresenta uno dei principali presidi di welfare del territorio umbro. Il suo intervento non si limita alla distribuzione di beni di prima necessità, ma include un accompagnamento strutturato delle famiglie in difficoltà, con un approccio che punta alla presa in carico globale della persona e del nucleo familiare.
La capillare rete di strutture — tra cui il Villaggio “Sorella Provvidenza” — consente di rispondere anche alle situazioni di disagio abitativo acuto, offrendo accoglienza temporanea a chi non riesce più a sostenere i costi di una sistemazione autonoma.